New Delhi, 6 settembre 2018 - Svolta arcobaleno in India, dove i rapporti omosessuali non sono più reati. La Corte suprema ha cassato una norma del Codice penale, nota come ‘Sezione 377’, risalente a 157 anni fa, in pieno periodo coloniale, che puniva le relazioni fra persone dello stesso sesso quali “rapporti carnali contrari alla natura”. I trasgressori rischiavano dai 10 anni di reclusione fino all’ergastolo. “La norma era diventata un’arma di abusi contro la comunità Lgbt (Lesbica, gay, bisessuale, trasessuale, ndr) – ha dichiarato il presidente dell'Alta corte di Delhi, Dipak Misra –. Qualsiasi discriminazione fondata sulla sessualità equivale a una violazione dei diritti fondamentali”. Secondo i dati ufficiali, nel 2016 sono stati registrati 2.187 casi per ‘reati contro natura’; sette i condannati, 16 le persone prosciolte. 

La battaglia per la depenalizzazione del reato di omosessualità, applicato per lo più nelle zone remote dell’India, laddove gay e lesbiche sono considerati dei malati mentali, ha avuto inizio nel 2001. Con un vertiginoso rimpallo di responsabilità fra governo e magistratura. Risale al 2009 la sentenza della Corte suprema che abrogò, una prima volta, la norma incriminata. Immediate le proteste delle frange religiose e conservatici del Paese. Si arrivò così nel 2013 a un nuovo verdetto dello stesso tribunale: tutto come prima, omosessuali di nuovo nel mirino. In quell’occasione anche l’arcivescovo di Mumbai, il cardinale Oswald Gracias, tra i membri del C9 (‘il consiglio della corona’ di papa Francesco, ndr), bocciò la decisione della Corte. “La Chiesa cattolica – disse all’agenzia ‘Asia News’ – non è mai stata contraria alla decriminalizzazione dell’omosessualità, perché non abbiamo mai considerato i gay dei criminali. Ci opponiamo alla legalizzazione dei matrimoni gay, ma insegnamo che gli omosessuali hanno la stessa dignità di ogni essere umano e condanniamo ogni forma di ingiusta discriminazione, persecuzione o abuso”.

La sentenza di oggi è stata accolta con favore dalla comunità Lgbt. Nella capitale New Delhi così come a Mumbai si sono visti caroselli e sit-in colorati per celebrare quella che viene vissuta come una vera e propria liberazione. Da omosessuali giovani e meno giovani. Uscita l’India dalla ‘lista nera’, nel mondo restano 72 i Paesi in cui l’omosessualità resta un reato. Ad alcune latitudini (Iran, Arabia Saudita, Yemen e Sudan) punito ancora con la pena di morte