India, soccorritori nei pressi della centrale elettrica travolta dall'onda di piena (Ansa)
India, soccorritori nei pressi della centrale elettrica travolta dall'onda di piena (Ansa)

New Delhi, 7 febbraio 2021 - Tragedia in India. Parte di un ghiacciaio dell'Himalaya si è staccato ed è precipitato in un fiume, provocando la rottura di una diga e lo straripamento delle acque. Ne è nata una potente inondazione che ha travolto ponti e strade, travolgendo anche due centrali elettriche in cui lavoravano centinaia di operai.

Ghiacciaio Himalaya: ultime news. Persone bloccate nei tunnel

Il tragico bilancio per ora parla di 9 vittime, ma - secondo quanto ha riferito la polizia dello stato dell'Uttarakhand. - ci sono almeno 200 dispersi. Tre corpi sono stati recuperati, mentre i soccorritori sono all'opera per cercare di salvare una ventina di persone rimaste intrappolate in un tunnel. La maggior parte dei dispersi lavorava a due centrali elettriche in costruzione, sommerse dall'ondata.

India, danni e morti per l'inondazione causata dal crollo di un ghiacciaio dell'Himalaya

Il premier indiano, Narendra Modi, ha parlato di "disastro" e ha assicurato di essere in contatto col governatore di Uttarakandh, Trivendra Rawat, il ministro dell'Interno e i responsabili della Protezione civile. Da quanto scritto su Twitter dal governatore, "i livelli dell'acqua dell'Alaknanda sono tornati alla normalità".

Uttarakhand e la lunga storia di disastri naturali

Il disastro è avvenuto nel distretto di Chamoli dello Stato indiano di Uttarakhand. Quest'ultimo è stato negli ultimi 30 anni teatro di altri disastri naturali, come ricorda il Times of India. Nel 1991, un terremoto di magnitudo 6,8 fece 768 morti e distrusse migliaia di case. Nel 1998, una valanga travolse il piccolo villaggio di Malpa, nel distretto di Pithoragarh, uccidendo 255 persone. Nel 1999, un terremoto di magnitudo 6,8 nel distretto di Chamoli - lo stesso colpito dalle esondazioni di oggi - uccise oltre 100 persone. Nel giugno 2013, smottamenti e crolli di edifici, dopo un imprevisto anticipo di un mese delle piogge monsoniche e un aumento delle precipitazioni del 68% causò 7.000 tra morti e dispersi, molti dei quali pellegrini indù in visita ad alcuni dei luoghi più importanti per questa religione, tra cui la sorgente del sacro fiume Gange.