Un attivista tedesco con la maschera di Putin (Ansa)
Un attivista tedesco con la maschera di Putin (Ansa)

Roma, 14 agosto 2019 - Crepa dopo crepa il muro di gomma si è incrinato. L’incidente avvenuto alle 7.59 di giovedì otto agosto su una piattaforma marina davanti alla base missilistica del ministero della Difesa russo di Nyonoska, sul mar Bianco, è stato un incidente nucleare che ha causato 7 morti e 15 feriti. La contaminazione ha raggiunto quantomeno la cittadina di Severodvinsk (185 mila abitanti) che si trova a 25 chilometri in linea d’aria e dove in una delle centraline (dati online, poi cancellati dalle autorità) si sarebbero raggiunti livelli di 1,78 microsievert per ora, 16 volte il fondo di radioattività naturale.

"Feriti radioattivi, i soccorritori non furono informati"

Medico contaminato da Cesio 137

Aggiornamento: l'allarme del ricercatori francesi

C’è chi teme che possa essere uno degli incidenti più gravi dopo quelli Chernobyl e Fukushima. E il caso da un paio di giorni ha raggiunto l’America, dove il New York Times , sottolineando i tentativi di Mosca – come fu a Chernobyl – di tenere nascosta la notizia, ha parlato di «fake news e vere radiazioni». Sul tema ha twittato anche Donald Trump: «Noi abbiamo una tecnologia simile, anche se più avanzata. L’esplosione dello Skyfall russo ha creato preoccupazione per la qualità dell’aria vicino all’impianto e molto più in là. Non è un bene!».

Ad ammettere che l’incidente ha coinvolto un missile «con delle fonti isotopiche nel motore a propellente liquido» è stata l’agenzia atomica russa Rosatom , che ha perso cinque suoi tecnici del centro di Sarov. È una ammissione importante, perché esiste un solo missile con doppio sistema di propulsione propellente liquido/nucleare, il missile da crociera Burevestnik . Il Burevestnik – in codice Nato SSC X9 Skyfall – fa parte delle superarmi annunciate da Vladimir Putin in persona il 2 marzo 2018 ed è ancora in travagliatissima fase di sviluppo, iniziata nel 2016 e proseguita in almeno 13 test tra il novembre 2017 e il febbraio 2018, di cui 11 finiti in crash durante o dopo il lancio. In crash dopo pochi secondi di volo è finito anche questo lancio e l’incidente è avvenuto quando i tecnici, con una gru, hanno recuperato dal mare il missile e l’hanno issato sulla chiatta.

Il propellente liquido si è incendiato e il missile è esploso liberando tutta la radioattività contenuta nel suo mini reattore nucleare. Tutti gli operatori presenti sono rimasti feriti dall’esplosione e sono stati contaminati: tre di loro sono stati trasportati a Mosca in un centro specializzato. Anche i dieci tra medici e paramedici intervenuti sulla piattaforma sono stati inviati a Mosca per controlli sanitari. Nel frattempo una nube radioattiva si è liberata sull’area. Se ha raggiunto Severodvinsk, come ha ammesso l’ente meteo federale Roshydromet , ha certamente investito anche il villaggio di Nyonoska, che sorge proprio dietro la base missilistica. Le autorità marittime, su richiesta dei militari hanno vietato alla navigazione un ampio tratto della baia prospiciente alla base, ma negano contaminazioni estese.

Ieri i militari avevano annunciato ai 450 abitanti che sarebbero stati evacuati stamani a bordo di un treno «fino alla fine dei lavori nella base» ma a sera l’evacuazione, prima minimizzata dal governatore di Arkangelsk come «misura ordinaria» è stata, a sorpresa, cancellata. L’ordine, pare, è giunto da Mosca che vedeva come ammissione della gravità dell’incidente la decisione di evacuare. Il Cremlino, pur ammettendo l’incidente missilistico e definendolo «una tragedia», non ha fatto ammissioni sulla propulsione nucleare del razzo. I segreti militari in Russia sono ancora molto più importanti della sorte di 450 abitanti di uno sperduto villaggio sul gelido, remoto Mar Bianco.

L'area su cui era stato emesso il 'Notam'