Sofia, 23 novembre 2021 - Una tragedia immane ha sconvolto all'alba la Bulgaria. Almeno 46 persone, di cui 12 minori di 18 anni, sono morte in un incidente stradale che ha coinvolto un pullman di turisti vicino a Sofia. Lo schianto nella notte, intorno alle 2: il bus, della compagnia Besa Trans, si è rovesciato e ha preso fuoco. Le prime ricostruzioni riportano che a innescare l'incendio sarebbe stato lo scontro con il guard rail, completamente demolito. Le scintille generate dall'impatto avrebbero acceso il rogo. Al momento due le ipotesi dietro allo schianto: un guasto meccanico o un colpo di sonno del conducente. Esclusa al momento la pista terroristica. 

A bordo c'erano 53 passeggeri, sette si sono salvati buttandosi dai finestrini in mezzo alle fiamme: sono ora ricoverati all'ospedale Pirigov di Sofia con ustioni multiple, ma non sarebbero in pericolo di vita. Per gli altri 46 non c'è stato nulla da fare. "I corpi erano completamente carbonizzati", ha riferito il ministro dell'Interno bulgaro, Boyko Rashkov, che ha visitato il luogo del disastro. Il bus è diventato una trappola mortale: l'autista è morto sul colpo e nessuno ha potuto aprire le porte per dare una via di fuga a chi era dentro. I media a Sofia parlano di "inferno di fuoco".

Il mezzo era partito da Istanbul ed era diretto a Skopje, nella Macedonia del nord. Stava rimpatriando una comitiva di turisti che aveva trascorso il weekend sul Bosforo.  È entrato in territorio bulgaro verso le 21 (20 italiane) al valico di frontiera di Kapitan Andreevo, al confine con la Turchia, insieme ad altri tre pullman macedoni. Lo schianto si è verificato sull'autostrada all'altezza di Bosnek, 40 chilometri a sud della capitale bulgara. Il tratto è stato subito chiuso dopo l'incidente.  Il premier ad interim bulgaro Stefan Yanev ha telefonato al primo ministro del Nord Macedonia, Zoran Zaev, prima di recarsi sul luogo dell'incidente.  Zaev ha confermato che la maggior parte delle vittime sarebbero suoi connazionali, di etnia albanese: "Non sappiamo se erano tutti della Macedonia del Nord ma presumiamo di sì perché il mezzo era immatricolato nel nostro Paese". Il riconoscimento procede a rilento, quasi tutte le vittime sono state carbonizzate e l'identificazione risulta difficoltosa.