Gli incendi in Siberia visti dal satellite (Ansa)
Gli incendi in Siberia visti dal satellite (Ansa)

Washington, 1 agosto 2019 - Il presidente russo Vladimir Putin ha inviato alcune unità anti-incendio dell'esercito per lottare contro i giganteschi incendi forestali che hanno colpito diverse zone della Siberia, distruggendo milioni di ettari di vegetazione. Roghi anche in Groenlandia, Alaska e Scandinavia. Come riporta l'Agence France presse, il Ministero della Difesa ha dispiegato dieci aerei e dieci elicotteri anti-incendio nella regione di Kransojarsk, una delle più colpite, dove operano al momento circa 800 vigili del fuoco. 

Trump chiama Putin

E anche Trump ha offerto il suo aiuto alla Russia. Gli incendi in Siberia e i temi commerciali sono stati al centro della telefonata, ieri, tra il presidente Usa e il suo omologo russo. Trump "ha espresso preoccupazione per i vasti incendi che stanno affliggendo la Siberia". "I leader", continua la nota stringata, "hanno discusso anche del commercio tra i due Paesi".

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Tre milioni di ettari a fuoco

Circa tre milioni di ettari di terreno sono andati a fuoco in Russia e il fumo ha colpito sia i piccoli centri urbani, che le grandi città in Siberia occidentale e nella regione dell'Altai, ma anche le città degli Urali, Chelyabinsk e Yekaterinburg. Stando a Ria Novosti, Putin ha apprezzato l'offerta di aiuto, valutandola come un buon segno del miglioramento delle relazioni bilaterali.

L'impatto sul surriscaldamento globale

Innescati spesso dai lampi, giganteschi incendi boschivi hanno regolarmente attraversato l'immensità della Siberia, ma il livello raggiunto quest'anno è eccezionale e suscita apprensione per l'impatto sull'ambiente e sul surriscaldamento globale, per via delle emissioni di anidride carbonica (CO2) e delle polveri sottili. Ed è un disastro che, secondo gli ambientalisti, contribuirà ad accelerare lo scioglimento dei ghiacciai dell'Artico. Gli incendi vanno avanti da giorni. Ma lunedì più di 3,2 milioni di ettari erano preda delle fiamme, soprattutto nelle regioni della Jacuzia, la vasta regione russa nella Siberia nordorientale, e a Krasnoyarsk e Irkutsk. Le fiamme sono favorite dalle alte temperature, con massime a lungo sopra i 30 gradi Celsius e vengono sostenute dal forte vento che l'incendio stesso autoproduce.

Di Caprio: segno della crisi climatica

Anche Leonardo Di Caprio, la star di Hollywood da sempre in prima linea nella difesa dell'ambiente, è sceso in campo sui social, denunciando che i vasti sono "il segno della crisi climatica". "Il Circolo Polare Artico sta soffrendo di un numero di incendi senza precedenti, ultimo segno di una crisi climatica", ha scritto l'attore e attivista, postando su Instagram un video del Guardian, che mostra la gravità della situazione. "Le fiamme", continua il post, "stanno producendo colonne di fumo visibili dallo spazio". "L'Organizzazione meteorologica mondiale", ricorda Di Caprio, "ha detto che gli incendi, in un mese, hanno emesso tanta CO2 quanto l'intera Svezia fa in un anno". A Di Caprio, di recente, era stato indirizzato anche un accorato appello degli attivisti russi che si battono per preservare il lago Bajkal, il più profondo del mondo, minacciato dall'inquinamento. "Te lo chiediamo a nome della Russia: vieni a salvare il lago Bajkal", gli avevano scritto in numerosi sui social.

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