Giovanni Canzio all'inaugurazione dell'anno giudiziario (ImagoE)
Giovanni Canzio all'inaugurazione dell'anno giudiziario (ImagoE)

Roma, 28 gennaio 2016 - Il reato di immigrazione clandestina è "inutile, inefficace e per acluni profili dannosa". Nel giorno in cui la Svezia si dice pronta a espellere fino a 80mila migranti arrivati nel 2016, e la cui richiesta di asilo è stata respinta, il Primo presidente della Cassazione, Giovanni Canzio chiede, di fatto, l'abolizione del reato definendo più efficace proprio "il provvedimento di espulsione". Per perseguire l'immigrazione clandestina, "la risposta sul terreno del procedimento penale si è rivelata inutile, inefficace e per alcuni profili dannosa", dice Canzio nella sua relazione all'inaugurazione dell'anno giudiziario.  Secondo il Primo presidente di Cassazione, "la sostituzione del reato con un illecito e con sanzioni di tipo amministrativo, fino al più rigoroso provvedimento di espulsione", darebbe risultati concreti. 

ORLANDO - Pochi minuti e a prendere la parola è il ministro della Giustizia Andrea Orlando, chiamato in causa indirettamente da Canzio che aveva parlato di "una riflessione in atto" sul tema da parte di Parlamento e Governo. "Ci adopereremo nel quadro di una ridefinizione delle regole che disciplinano il fenomeno migratorio per il superamento del reato di immigrazione clandestina", ribadisce il ministro sottolineando ancora una volta la posizione di Palazzo Chigi.

PRESCRIZIONE - Canzio è intervenuto anche in materia di prescrizione, chiedendone il depotenziamento. Così come è stata modificata, dice Canzio, "irragionevolmente continua a proiettare la sua efficacia pure nel corso del processo, dopo l'avvenuto esercizio dell'azione penale o addirittura dopo che è stata pronunciata la sentenza di condanna di primo grado, mentre sarebbe logico, almeno in questo caso, che il Legislatore ne prevedesse il depotenziamento".