Giorno fatidico per le donne al potere. Oggi, Frau Merkel ha di fatto passato le consegne al successore Olaf Scholz, che entrerà in carica nei primi giorni di dicembre. E Angela non potrà battere per un paio di settimane il record di Helmut Kohl. Avrebbe dovuto resistere fino al 18 dicembre, ma nessuna donna al mondo è restata al governo quanto lei, per sedici anni. La premier svedese Magdalena Andersson, 54 anni, ha stabilito il record contrario, appena sette ore e mezza. Prima donna in Svezia a essere eletta capo del governo, ieri mattina poco dopo le dieci, si è dimessa alle cinque del...

Giorno fatidico per le donne al potere. Oggi, Frau Merkel ha di fatto passato le consegne al successore Olaf Scholz, che entrerà in carica nei primi giorni di dicembre. E Angela non potrà battere per un paio di settimane il record di Helmut Kohl. Avrebbe dovuto resistere fino al 18 dicembre, ma nessuna donna al mondo è restata al governo quanto lei, per sedici anni. La premier svedese Magdalena Andersson, 54 anni, ha stabilito il record contrario, appena sette ore e mezza. Prima donna in Svezia a essere eletta capo del governo, ieri mattina poco dopo le dieci, si è dimessa alle cinque del pomeriggio. Dal 2014 era ministro delle Finanze, e dal 4 novembre capo del partito socialdemocratico. Il suo premier Stefan Löfsen si è dimesso il 10 novembre, ed è toccato a lei scendere in campo, per risolvere una crisi che sembrava senza vie d’uscita. Ha accettato la sfida, con la grinta che le è valso il soprannome di Bulldozer, uno schiacciasassi, una signora che si impone a compagni e avversari pur non alzando mai la voce.

È stata campionessa di nuoto da ragazza, alta, bionda, spalle da atleta, è figlia di due professori, Göran e Birgitta, ha studiato a Uppsal, la miglior università svedese. Il suo governo di minoranza, appoggiato solo dai Verdi, sarebbe dovuto rimanere in carica fino alle prossime elezioni di settembre. Ora probabilmente si dovrà ricorrere al voto anticipato. Stava già per gettare la spugna martedì sera, poi è riuscita a trovare un accordo in extremis. Magdalena Andersson ha ottenuto 117 sì, i no sono stati 174, gli astenuti 57, ed è diventata premier per un solo voto. La legge svedese prevede che un governo resti un carica purché l’opposizione non raggiunga la metà dei voti, 175 su 349.

"La Svezia è un paese fantastico di cui sono orgogliosa, ha dichiarato, ma ci sono gravi problemi da affrontare. Farò del mio meglio". Il clima, il covid, l’immigrazione, il bilancio. Anche se la Svezia non fa parte della zona euro, alle Finanze ha guidato il paese sulla linea dei duri d’Europa, come Olanda,Austria e Finlandia, contro il rosso in bilancio. La Andersson è contraria all’immigrazione indiscriminata, ormai in certi quartieri di Stoccolma controllate da bande di arabi la polizia non osa più entrare. Sarebbe stato un anno difficile, tra la destra contraria al governo rossoverde e l’estrema sinistra che aveva promesso il suo appoggio, in cambio di interventi sociali più generosi.

Nel pomeriggio il primo ostacolo: il Riksdag, il parlamento, ha bocciato la sua legge finanziaria, moderata per accontentare tutti. È avvenuto il contrario, e hanno votato contro anche i centristi, come i sovranisti dell’estrema destra. Magdalena si è arresa, pur sicura di andare incontro a facili ironie. Una donna insicura, ma al contrario ha confermato il suo carattere: inutile governare sotto ricatto: "Meglio non perdere tempo", ha commentato con gli amici.

Per poche ore, grazie a lei, per la prima volta le donne al potere in Europa avevano raggiunto la parità con i premier uomini.