Israele, il massacro del rave. Lo strazio del medico: "Ho visto nel deserto almeno duecento corpi"

Erano tremila i ragazzi presenti alla festa. Decine quelli catturati dai miliziani. L’angoscia di una madre: "Hanno portato via mia figlia in auto, era incosciente"

Roma, 9 ottobre 2023 – Il nome era "Supernova-Universo paralello Israel Edition": un rave party nel deserto del sud di Israele che doveva andare in scena il 6 e il 7 ottobre, in concomitanza con la festività ebraica di Sukkot. Il Nova Music Festival celebrava la Natura nei pressi del kibbutz di Reim, a ridosso del confine con la Striscia di Gaza. La pagina Facebook dell’evento dava appuntamento a tutti per le 10 di sera di venerdì: "Non vediamo l’ora di vedere tutta la tribù in pista". Qualche ora dopo il post era già inondato di messaggi disperati di persone che chiedevano notizie sui loro cari.

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Diversi video che circolano sul web, di cui alcuni non verificati, mostrano l’attacco dei miliziani di Hamas alle prime luci dell’alba, gli spari e la fuga nel mezzo del deserto. Una dei raver ha raccontato al canale israeliano N12 che "nel bel mezzo del party ha risuonato un allarme che ha sovrastato la musica altissima. Poi la musica si è spenta. Ad un certo punto è andata via anche l’elettricità e dal nulla hanno fatto irruzione una cinquantina di persone che sparavano all’impazzata". Ortal dice di aver recuperato in qualche modo le chiavi dell’auto e di esserci salita sopra per sfuggire agli spari. Ma poi la macchina è stata colpita e lei è dovuta scendere. A quel punto i terroristi, vestiti con uniformi militari, hanno cominciato a sparare a raffica: alcuni sono stati colpiti, lei si è salvata trovando rifugio in un cespuglio. È rimasta nascosta per quasi un’ora, mentre gli assalitori gettavano i corpi dei feriti qua e là. Quando finalmente se ne sono andati è tornata all’auto per recuperare il telefono, poi ha cercato di nascondersi per altre tre ore in un frutteto prima dell’intervento di un carro armato dell’esercito israeliano. Un medico di emergenza israeliano, Yaniv, ha detto alla Bbc di aver visto "almeno 200 cadaveri sul posto: è stato un massacro, non ho mai visto nulla di simile in vita mia. I terroristi li aspettavano davanti alle uscite di emergenza".

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Noa Argamani è invece protagonista di un video diventato virale in cui viene presa in ostaggio dai miliziani di Hamas durante l’attacco. Nel filmato, rilanciato dalla Cnn, si vede la ragazza sul retro di una motocicletta mentre viene portata via e grida disperatamente aiuto. Il suo fidanzato Avinatan Or viene portato via da diversi uomini e costretto a camminare con le mani dietro la schiena. Sullo sfondo, una colonna di fumo scuro. Moshe Or, il fratello del fidanzato di Argamani, ha detto a Channel 12 di aver riconosciuto Noa spaventata: "Mio fratello, che è alto due metri, è un ragazzo davvero forte. Lo hanno trattenuto forse quattro o cinque persone e li hanno portati verso la Striscia". Alcuni sono riusciti a mettersi in salvo fuggendo: sono arrivati nella zona di Nativot e sono stati accompagnati dalle Forze di difesa israeliana (Idf) in un’area sicura. Alcune stime parlano di almeno tremila partecipanti al festival.

Tra i dispersi c’è anche la turista tedesca Shani Louk. Sua madre ha scritto un post sui social network in cui dice che la figlia è stata rapita. "Mi è stato inviato un video dove ho potuto riconoscere mia figlia in una automobile, priva di coscienza, insieme a un gruppo di palestinesi, mentre attraversava le strade di Gaza".

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