Il diario dei deliri : "Diventerò un killer". Il folle piano ispirato da due ragazzini russi

Kozak ha emulato i gesti di due adolescenti: voglio lasciare più dolore possibile "È più redditizio un omicidio di massa che compiere delitti seriali" .

Il diario dei deliri : "Diventerò un killer". Il folle piano ispirato da due ragazzini russi
Il diario dei deliri : "Diventerò un killer". Il folle piano ispirato da due ragazzini russi

"Odio il mondo e voglio lasciare quanto più dolore possibile". Scriveva così David Kozak, il 17 dicembre, sul quello che sembra essere stato il suo canale Telegram. Un canale creato il 9 dicembre in vista della strage. Un canale, da notare, scritto in cirillico, apparentemente in buon russo, e dedicato ai suoi deliri omicidi. Che in molti hanno letto, ma che evidentemente nessuno ha preso sul serio. Scrivere in russo era un modo per parlare agli ispiratori dei suoi atti, una adolescente e un ragazzo russi che hanno compiuto due stragi a scuola? Chissà.

Di sicuro il diario gronda cupa disperazione e propositi folli. "Questo – annuncia David Kozak il 9 dicembre, il giorno in cui apre il canale Telegram – sarà il mio diario mentre mi avvicino alla strage a scuola". Folle ma chiarissimo. "Mi presento, mi chiamo David – scrive il giorno dopo – e voglio fare una sparatoria a scuola e poi possibilmente suicidarmi. Ho sempre desiderato uccidere, pensavo che sarei diventato un maniaco omicida, un serial killer. Poi ho capito. Mi hanno ispirato Ilnaz e Alina. Quando ho visto Ilnaz sparare (il riferimento è a Ilnaz Galyaviev, 19 anni, autore di una strage a Kazan, in Tatarstan, Russia, avvenuta l’11 maggio 2021 e costata 9 morti e 21 feriti, ndr) ho capito che è molto più redditizio fare omicidi di massa, piuttosto che omicidi seriali. Cosi mi sono seduto, ho aspettato, e Alina Afanaskina (studentessa russa di 14 anni che il 7 dicembre è entrata nel suo liceo di Bryansk, in Russia, e ha ucciso a colpi di pistola due studenti e ne ha feriti cinque) è alla fine arrivata in sogno, era come se fosse venuta in mio aiuto dal cielo giusto in tempo. Alina Afanaskina mi ha aiutato troppo". A diventare un assassino. E si sente come investito dal compito di continuare l’azione distruttrice di Alina, diventata chissà perché il suo mito.

"Non ha ucciso abbastanza persone, cercherò di risolvere la cosa, cercherà di fare di meglio", scrive. Vuole uccidere in nome della sua eroina e per placare i suoi fantasmi. Ormai nella sua testa è scattata la decisione di entrare in azione. Si procura una pistola e un fucile con mirino ottico, probabilmente un fucile da caccia per grosse prede come i cervi. La sua mente era ormai in tilt, e la pianificazione procede giorno dopo giorno. "Tutti mi odiavano – scrive l’11 dicembre – mi odiano e continueranno ad odiarmi. Ma non me ne frega un c...., tanto è reciproco". "Oggi – aggiunge il giorno dopo – è una giornata di merda, è una vita di merda". La sua mente vacilla sempre di più. "Bevo il tè – scrive il 13 dicembre – e vorrei spararmi". Ma non lo fa, ha ben altri progetti perché lui odia il mondo e dice chiaramente che il suo stupido obiettivo è "lasciare quanto più dolore possibile". E in questo avrà successo.

L’ultimo post sul suo diario online è del 19 di dicembre, due giorni prima di entrare in azione. "Ho un ronzio alle orecchie – scrive alle 20.30 – ho una specie di fottute lucciole nelle orecchie. Avrei voluto strapparmi le orecchie". Deliri di un ragazzo che andrebbe aiutato, ma che nessuno aiuta nonostante i suoi messaggi sul canale Telegram siano stati visti da centinaia di utenti.

Da notare che nonostante i suoi deliri, David si era laureato in studi storici europei all’università dove ha compiuto la strage e l’aveva fatto con merito, dato che lo scorso maggio la sua tesi di laurea aveva vinto il premio Marzian Szyjkovski, assegnato ogni anno dall’Istituto Polacco di Praga per le migliori tesi sulla Polonia. Ma la follia ha prevalso.

Alessandro Farruggia