Il logo di Huawei (Lapresse)
Il logo di Huawei (Lapresse)

Roma, 23 maggio 2019 - E' caos sul bando UsaHuawei. La giapponese Panasonic annuncia di aver sospeso le spedizioni di alcuni componenti per rispettare le restrizioni imposte dall'amministrazione Trump sull'azienda cinese, salvo poi smentire dopo qualche ora. 

L'ANNUNCIO, POI IL DIETROFRONT - "Abbiamo interrotto tutto il business con Huawei e le sue 68 affiliate oggetto del bando del governo statunitense", dice il portavoce di Panasonic Joe Flynn all'Afp. A stretto giro, arriva la smentita, diffusa attraverso la pagina ufficiale dell'azienda sul social network cinese Weibo. Nella nota si definiscono "false" le notizie sullo stop alle forniture e si assicura che continuerà la vendita di beni e servizi a Huawei, definito "partner importante".

IL PUNTO - Nei giorni scorsi il dipartimento del Commercio Usa ha concesso una tregua di 90 giorni al colosso tech cinese, che, come immediata conseguenza dell'inserimento nella black list delle aziende coinvolte in attività contrarie alla sicurezza nazionale, si era visto sospendere gli aggiornamenti Android da parte di Google

Per correre ai ripari, Huawei ha annunciato che il suo sistema operativo sarà lanciato al più presto: forse in autunno, ma non oltre la primavera del 2020. "Siamo disponibili a continuare a usare i software di Google e Microsoft, ma non abbiamo altra scelta" che lo sviluppo di un sistema autonomo, ha spiegato Richard Yu, capo della divisione consumer business del colosso di Shenzhen.

Una mossa che, scrive il Global Times, "riflette la strategia di Huawei di diventare indipendente e trovare soluzioni alternative" alle forniture di componenti hi-tech dopo l'ultima stretta alla vendita decisa dagli Usa.

IL NUOVO SISTEMA OPERATIVO - Yu ha assicurato che il sistema sarà di ampia portata e utilizzabile per l'operatività di smartphone, computer, tablet, tv, automobili e dispositivi portatili smart, nonché compatibile con tutte le applicazioni di Android. 

L'IRA DI PECHINO - La Cina, nel frattempo, ha alzato la voce, denunciando "molestie economiche" degli Usa nei confronti di Huawei. "L'uso da parte degli Stati Uniti del potere dello Stato per esercitare arbitrariamente pressioni su una società privata cinese come Huawei è un genere di molestia economica", ha detto il ministro degli Esteri, Wang Yi, sottolineando che Pechino combatterà "fino alla fine" nella guerra commerciale contro Washington.