Pubblicità di smartphone Huawei a Pechino (Ansa)
Pubblicità di smartphone Huawei a Pechino (Ansa)

Roma, 21 maggio 2019 - Gli Stati Uniti allentano la presa su Huawei e rinviano di 90 giorni - fino a metà agosto - il divieto per le aziende tecnologiche americane di esportare prodotti verso il gruppo cinese. A deciderlo nella notte il Dipartimento del commercio per consentire al colosso e ai suoi partner Usa di adattarsi alle nuove direttive. 

In base alla "licenza temporanea", quindi, Huawei potrà acquistare prodotti e servizi americani per mantenere operativi gli smartphone già in commercio, le reti e le apparecchiature esistenti, inclusi gli aggiornamenti software e le 'patch' di sicurezza. La licenza non riguarda invece l'acquisto di componenti statunitensi destinati alla creazione di nuovi prodotti. La licenza temporanea si applica ai contratti stipulati con imprese Usa, prima del 16 maggio, da Huawei e dalle sue 68 affiliate finite nella lista nera dell'amministrazione Trump. 

Intanto il fondatore del gruppo cinese Ren Zhengfei ha dichiarato che Huawei è in trattativa con Google, all'indomani dell'annuncio di Big G di interdire il sistema Android ai telefonini del colosso tech. 

LETTERA DI NIKE E ADIDAS - Intanto oltre 170 società statunitensi che producono calzature, tra cui Nike e Adidas, hanno sottoscritto una lettera inviata al presidente Donald Trump, in cui lo avvertono delle ripercussioni "catastrofiche" dei dazi e dell'attuale guerra commerciale con Pechino "sui nostri clienti, le nostre aziende e l'economia americana in generale". La lettera è stata inviata anche al segretario americano al Tesoro, Steven Mnuchin, e al consigliere economico di Trump, Larry Kudlow. "Per conto di centinaia di milioni di persone che comprano scarpe e centinaia di migliaia di dipendenti - si legge - chiediamo uno stop immediato a questa azione, che aumenterà le spese a loro carico". Rivolgendosi all'inquilino della Casa Bianca, le aziende hanno scritto che "la vostra proposta di aggiungere dazi a tutte le importazioni dalla Cina equivale a chiedere ai consumatori americani di farsi carico dei costi. È ora di mettere fine a questa guerra commerciale".