Proteste a Hong Kong (Ansa)
Proteste a Hong Kong (Ansa)

Roma, 1 luglio 2020- Sono oltre 370 gli arrestiHong Kong per le proteste per la nuova legge sulla sicurezza nazionale, in vigore dalle 23 di ieri. In migliaia sarebbero scesi per le strade, in vari punti della città, per manifestare contro la nuova normativa, che prevede pene fino all'ergastolo per i reati di secessione, sovversione, terrorismo e collusione con forze straniere. Le accuse degli arresti sono riferite, tra l'altro, all'adesione a manifestazioni illegali, al disordine causato in luoghi pubblici e alla violazione della nuova legge sulla sicurezza nazionale in 9 casi, di cui 5 a carico di uomini e 4 di donne.
Proprio oggi Hong Kong celebra il 23esimo anniversario del ritorno alla Cina e il Capo dell'Esecutivo di Hong Kong, Carrie Lam, ha sottolineato l'importanza dell'anniversario del ritorno alla Cina, affermando che la nuova legge, in vigore dalle 23 di ieri, contribuirà a ripristinare la stabilità nella regione.
Stando a quanto riferisce la polizia locale su Facebook, sono diversi i blocchi stradali da parte dei manifestanti. Da mezzogiorno gruppi di persone si sarebbero ritrovati a Causeway Bay e Wan Chai, dove sono stati registrati atti di vandalismo contro i negozi. Le Forze dell'Ordine hanno fatto ricorso anche a spray urticanti, proiettili di gomma per disperdere la folla, cannoni caricati ad acqua e sostanze chimiche. In totale, sette agenti sono rimasti feriti negli scontri: i casi più gravi riguardano un poliziotto colpito con un oggetto appuntito alla spalla e altri tre colpiti da un "rivoltoso", come viene descritto dalla polizia, a bordo di una motocicletta.

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Wong

"Meno di 24 dall'entrata in vigore della legge, la cosa più assurda è successa quando un hongkongese che cantava "Long Live Liverpool" è stato accusato dalla polizia di Hong Kong per incitazione all'indipendenza", lo scrive su Twitter il dissidente hongkonghese Joshua Wong. E aggiunge: "La cosa più importante è che Pechino può usare questa legge per arrestare stranieri o società straniere a Hong Kong". Poco prima, Wong aveva sottolineato che "per la prima volta nella storia di Hong Kong, gli hongkonghesi sono stati ammoniti che le loro bandiere, gli striscioni, gli slogan e i loro comportamenti durante le manifestazioni o le proteste possono costare l'arresto con l'accusa di 'secessione' o di 'sovversione dei poteri dello Stato' per effetto di una legge sulla sicurezza nazionale che esiste solo in Cina".

Johnson

Il premier britannico, Boris Johnson, ha confermato che faciliterà l'accesso alla cittadinanza ai residenti di Hong Kong che godono di uno speciale status, dopo l'entrata in vigore della controversa legge sulla sicurezza voluta dalla Cina. Londra aveva già minacciato di rafforzare i diritti dei "cittadini britannici d'oltremare" se Pechino avesse proseguito sulla strada della legge. "E' precisamente quello che faremo adesso", ha affermato Johnson. La misura potrebbe applicarsi a quasi 3 milioni di persone nella ex colonia britannica.

Pompeo

Il segretario di Stato Usa Mike Pompeo,ha sollecitato le Nazioni a "difendere i diritti elementari del popolo cinese contro la brutalità del partito comunista cinese", dopo la stretta su Hong Kong. Il segretario di Stato ha poi assicurato che gli Stati Uniti continueranno ad attuare la direttiva di Donald Trump per mettere fine allo status speciale dell'ex isola britannica ed ha espresso "profonda preoccupazione" per la sicurezza di quanti ci vivono.

Ufficio collegamento del governo cinese

La promulgazione della "Legge della Repubblica popolare cinese sulla salvaguardia della sicurezza nazionale nella Regione amministrativa speciale di Hong Kong" segna una "svolta significativa" per la città e "una pietra miliare nell'applicazione pratica del principio 'un Paese, due sistemi'". E' quanto affermato oggi dal direttore dell'Ufficio di collegamento del governo centrale cinese nella Regione amministrativa speciale, Luo Huining, che ha aggiunto: "Con il passare del tempo, avremo una chiara visione del fatto che la promulgazione della legge segna una svolta significativa per Hong Kong nel passaggio dai disordini alla stabilità". Secondo Luo, i disordini innescati dai provvedimenti sull'estradizione hanno messo in luce "gli enormi rischi che la regione si trova ad affrontare nel tutelare la sicurezza nazionale".