Coronavirus in Cina (Ansa)
Coronavirus in Cina (Ansa)

Pechino, 25 marzo 2020 – In Cina, dove lentamente si sta uscendo dall’emergenza del Coronavirus, un uomo è morto dopo essere risultato positivo all’Hantavirus, un virus con sintomi molto simili al Covid-19 ma che – come tengono a precisare gli esperti – non si trasmette da uomo a uomo, bensì dai roditori. Secondo quanto riporta il quotidiano di Stato Global Times, l’uomo, un operaio della provincia di Yunnan, si stava recando a lavoro con altri 32 colleghi. Dopo essersi sentito male sull’autobus, l’operaio è stato trasferito all’ospedale della contea di Ningshan, ma nel giro di poche ore è deceduto. Immediatamente è stato eseguito il test dell’Hantavirus alle altre persone che erano presenti sull’autobus, ma tutte sono risultate negative.

Cos’è l’Hantavirus?

La notizia ha destato subito preoccupazione in Cina ma gli esperti hanno immediatamente sottolineato che non si tratta di un nuovo virus come il Covid-19 e che non si trasmette da uomo a uomo, bensì dai roditori. La denominazione “Hantavirus” racchiude diversi tipi di virus e proviene dal fiume presso il quale i soldati americani ne vennero contagiati durante la Guerra di Corea nel 1950. L’Hantavirus – spiega il manuale Msd – può causare gravi infezioni ai polmoni (con tosse e respiro affannoso) o ai reni (con eruzione, dolore addominale e talvolta insufficienza renale). I sintomi possono manifestarsi fino a otto settimane “dopo l’esposizione a urine fresche, escrementi o saliva di roditori infetti”, afferma il centro statunitense per il controllo e la prevenzione della malattie. E’ un virus raro ma che sempre secondo il Cdc ha un tasso di mortalità del 38%.

Gli esperti: niente panico

Comunque, gli esperti sottolineano che bisogna rimanere tranquilli. Su Twitter la scienziata svedese Sumaiya Shaikh, in un tweet ripreso dal New York Post, ha scritto: “Per favore, non fatevi prendere dal panico a meno che voi non abbiate intenzione di mangiare ratti”. Inoltre, “è una malattia prevenibile e controllabile – ha dichiarato al Global Times Yang Zhanqiu, virologo dell’Università di Wuhan – ed esistono già i vaccini”.