L'ingegnere rapito ad Haiti: Giovanni Calì (Ansa)
L'ingegnere rapito ad Haiti: Giovanni Calì (Ansa)

Catania, 2 giugno 2021 - E' di Catania e si chiama Giovanni Calì, l'ingegnere di 74 anni rapito ieri ad Haiti. A rivelare il nome dell'uomo, prelevato nel cantiere dove stava lavorando per conto della ditta romana di costruzioni 'Bonifica Spa', è il sito del quotidiano La Sicilia. 

Aggiornamento: Calì è stato liberato dopo 22 giorni in mano ai banditi

'Vanni' Calì è stato assessore ai Lavori pubblici alla Provincia di Catania guidata da Nello Musumeci dal 1995 e poi mobility manager dello stesso Ente per un decennio, fino al 2011. "Un grande assessore e un ottimo dirigente", lo definisce l'attuale governatore siciliano. "Spero in una soluzione rapida e serena per tutti, soprattutto per lui, per la sua famiglia e per i suoi amici", aggiunge Musumeci tessendone le lodi di "professionista di altissimo livello, che si è formato lavorando nelle più grandi imprese di livello internazionale". 

Laureatosi a Catania e specializzatosi al Politecnico di Torino, Calì ha alternato ruoli professionali in aziende (è stato dirigente della Cogei e capo missione in Togo per la Staim) a incarichi dirigenziali. E' stato anche sub commissario per l'emergenza cenere lavica durante la violenta eruzione dell'Etna del 2002. Dal 2011 era tornato in campo da "professionista imprenditore" con una società di costruzioni specializzata in lavori all'estero. 

Il rapimento e la richiesta di riscatto

Il suo rapimento sarebbe da ricondurre a scopi estorsivi. Da quanto si è appreso, l'ingegnere si stava occupando della costruzione di una strada a La Croix de Bouquet, nella periferia della capitale Port au Prince. Con lui c'era un altro tecnico, un collaboratore haitiano, che sarebbe stato anche lui rapito. Secondo fonti che seguono la vicenda, per il rilascio dell'italiano sarebbe stato chiesto un riscatto di 500mila dollari.

Il mese scorso, il primo ministro haitiano, Claude Joseph, aveva annunciato l'intenzione del governo di intensificare il proprio impegno contro i sequestri estorsivi, che nell'ultimo anno si sono moltiplicati ad Haiti. Solo ad aprile sono stati registrati 91 casi, la maggior parte a opera delle oltre 50 gang attive nei principali centri urbani.