17 apr 2022

Ucraina: "Mariupol non esiste più". Ma nell'acciaieria pronti a lottare fino alla fine

Separatisti Donetsk: morto il capo dei marines di Kiev.  Sospesi i corridoi umanitari. Stato maggiore ucraino: i russi preparano un referendum a Kherson. Gruppo per i diritti umani della Crimea: portati via con la forza 150 bambini

Roma, 17 aprile 2022 - Guerra in Ucraina, giorno 53, le notizie di oggi. Nessuna tregua nella Pasqua ortodossa. Russi pronti allo sbarco a Mariupol, dove gli ultimi difensori resistono accerchiati e barricati dentro un'acciaieria, ultimo bastione della resistenza. E i separatisti del Donetsk annunciano: è morto Volodymyr Baranyuk, comandante della 36esima brigata di fanteria marina delle forze armate ucraine.

Mariupol “non esiste più”, ha detto il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, in un’intervista alla Cbs. “I soldati ucraini e i civili rimasti sono circondati dalle forze russe. Continuano a lottare ma il comportano delle truppe di Mosca fa pensare che ci sia l’intenzione di radere al suolo la città ad ogni costo”, ha aggiunto Kuleba. Mentre un gruppo per i diritti umani della Crimea ha denunciato che i russi avrebbero portato via con la forza da Mariupol circa 150 bambini. 

La situazione nella città è "disumana", ha dichiarato Zelensky tornando a chiedere armi pesanti all'Occidente. Gli ultimi rifornimenti inviati dagli Usa sono "iniziati ad arrivare" in Ucraina, secondo la Casa Bianca. Mosca rivendica da parte sua l'abbattimento di un aereo carico di armi occidentali. Nuovo avvertimento russo, con il presidente della commissione per gli affari internazionali della Duma di Stato, Leonid Slutsky, che attacca direttamente Usa e Gran Bretagna: continuare a dare armi a Kiev può avere "conseguenze deplorevoli per il mondo intero".  Mentre il vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, Dmitry Medvedev,  ha scritto su Telegram: "Il default della Russia potrebbe trasformarsi in un default dell’Europa. Sia morale che, molto probabilmente, materiale”. 

Sul fronte diplomatico, il miliardario russo Abramovich si sarebbe recato a Kiev nel tentativo di riprendere i colloqui di pace. Zelensky insiste: "Non possiamo cedere il Donbass alla Russia". Mentre lo stato maggiore di Kiev riferisce su Facebook: i russi stanno preparando un referendum che porti alla proclamazione di una repubblica separatista a Kherson, l’unica grande città conquistata.

Fumo dalla raffineria di Lysychansk, a nord di Donetsk (Ansa)
Fumo dalla raffineria di Lysychansk, a nord di Donetsk (Ansa)

Sommario

 

Combattimenti e raid

Stamani sirene d'allarme in quasi tutte le regioni dell'Ucraina ed esplosioni sono state udite a Kiev. A Brovary, nella perfieria della Capitale è stata bombardata una fabbrica militare che produceva munizioni. Nel pomeriggio raid russo sul centro di Kharkiv con morti e feriti.   A Borodyanka, nella regione di Kiev, i corpi di 41 persone sono stati estratti da sotto le macerie. E oggi sono stati sospesi i corridoi umanitari per mancanza di un accordo con l'esercito russo sul cessate il fuoco. Cinque bambini uccisi da mine e trappole lasciate dai soldati russi nella città di Trostianets, nella regione di Sumy, a Nord-Est del Paese. A Gavrylivka, nella regione meridionale di Kherson, i soldati russi hanno sparato su un gruppo di adolescenti che stavano andando a comprare il pane, uno è rimasto ucciso. Mosca "sta commettendo un genocidio" nel Paese, ribadisce Zelensky.

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In queste ore le forze russe continuano a ridistribuire equipaggiamenti da combattimento e di supporto dalla Bielorussia verso l'Ucraina orientale. Il ministero della Difesa britannico nel suo ultimo aggiornamento di intelligence segnala anche che l'artiglieria russa continua a colpire le posizioni ucraine nell'est del Paese, dove si sta preparando un'altra offensiva. Il rapporto segnala anche che, nonostante il focus sia ora sulla zona orientale del Paese, l'obiettivo finale rimane lo stesso: costringere Kiev ad abbandonare il suo orientamento euro-atlantico ed affermare il proprio dominio regionale.

Mariupol

È scaduto stamani l'ultimatum delle forze russe agli ultimi difensori ucraini di Mariupol. Il capo del Centro di controllo della Difesa nazionale della Federazione russa, il colonnello generale Mikhail Mizintsev, aveva offerto ai 1.500 difensori superstiti intrappolati nell'acciaieria Azovstal (il doppio secondo fonti ucraine) di arrendersi e avere salva la vita. Il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, ha detto che fino a 400 mercenari stranieri che combattono al fianco delle forze ucraine sono stati accerchiati nell'impianto. A difendere Mariupol fino alla fine anche un centinaio di donne. E il bollettino delle Stato maggiore ucraino evidenzia che l'esercito russo sta preparando un'operazione di sbarco, sottolineando che le informazioni "sono attualmente in fase di chiarimento". Ma il premier ucraino Denys Smihal in un'intervista ribadisce che Mariupol non è "ancora caduta" perchè i soldati che la difendono "combatteranno fino alla fine". 

Soldati russi nelle strade di Mariupol (Ansa)
Soldati russi nelle strade di Mariupol (Ansa)

"Bambini rapiti"

Un gruppo per i diritti umani della Crimea ha denunciato che i russi avrebbero portato via con la forza da Mariupol circa 150 bambini, 100 dei quali ricoverati in ospedale, la maggior parte strappata ai genitori. "L’esercito russo ha portato via con la forza circa 150 bambini da Mariupol e li ha trasferiti nella direzione di Donetsk occupata e del Taganrog russo", ha affermato Olha Skrypnyk, capo del gruppo per i diritti umani della Crimea, riferisce Ukrinform. Secondo Petro Andriushchenko, consigliere del sindaco di Mariupol, la maggior parte dei bambini, che non sono orfani, è stata portata via senza i genitori. 

Generale russo ucciso

Ma la Russia, intanto, ha perso sul campo un altro generale: Vladimir Frolov, vicecomandante dell'ottava armata del distretto meridionale, le cui truppe hanno combattuto proprio nell'assedio di Mariupol, è stato sepolto ieri a San Pietroburgo dopo essere morto in battaglia. Lo ha riferito il governatore locale, Aleksander Beglov, come riporta l'agenzia Ria Novosti. Frolov sarebbe l'ottavo generale ad aver perso la vita nell'operazione speciale militare lanciata da Mosca in Ucraina lo scorso 24 febbraio.

Nella nave affondata la croce di Cristo. Le reliquie al seguito degli eserciti

Rapiti un sindaco e il figlio di un governatore

Doppio rapimento da parte dei russi nella regione di Zaporizhia. Il figlio 16enne del governatore è stato preso dai soldati russi a un posto di blocco. Il ragazzo, stando al racconto del padre, l'8 aprile scorso stava guidando un'auto che faceva parte di un convoglio di evacuazione da Melitopol a Zaporizhia. In macchina c'erano due donne che conosceva e tre bambini piccoli. Il convoglio è stato fermato dall'esercito russo al posto di blocco di Vasylivka, i soldati si sono avvicinati per controllare. "Hanno visto il telefono di mio figlio e lo hanno tirato fuori dall'auto", ha detto Buryak, "loro hanno i tablet e hanno scoperto che sono il padre di Vlad. Per tutto questo tempo abbiamo cercato di risolvere il problema da soli, ma non ha funzionato". Secondo testimoni oculari, l'auto è stata trattenuta al posto di blocco per tre ore. Dopo, tutti, tranne il ragazzo, sono stati rilasciati. I conoscenti hanno detto di aver implorato di rilasciare Vlad, ma invano.

Sempre oggi, si apprende che i militari russi avrebbero rapito Ivan Maleev, il sindaco di Kyrylivka. Da quanto riferiscono i residenti, l'esercito sarebbe entrato nel paese ieri con trenta mezzi corazzati. Il sindaco Maleev, che in precedenza si era rifiutato di collaborare con gli occupanti, sarebbe stato rapito e portato nell'ufficio del comandante.

L'appello di Papa Francesco

Nell'omelia della Veglia pasquale in Vaticano, Papa Francesco ha chiesto ieri sera di portare Cristo "nella vita di tutti i giorni con gesti di pace in questo tempo segnato dagli orrori della guerra". E oggi, durante la Messa di Pasqua, anche una preghiera in ucraino. "Pace è doverosa, responsabilità di tutti", ha detto il Pontefice durante la benedizione Urbi et Orbi.

Coda di 80 chilometri al confine

Una coda di camion lunga 80 chilometri si è formata al confine tra Polonia e Bielorussia poiché gli autisti russi e bielorussi stanno cercando di lasciare l'Ue in vista della scadenza delle sanzioni di sabato. L'Ue ha vietato ai camion dalla Russia e dalla Bielorussia - tranne quelli che trasportano medicine, posta o prodotti petroliferi - di entrare o rimanere sul suo territorio. Alcuni camionisti sono rimasti bloccati fino a 33 ore, successivamente i tempi di attesa si sono ridotti fino a 12 ore, ha riferito Adam Easton della Bbc a Varsavia: "Ci sono molti chilometri da percorrere... quindi non è realistico" attraversare il confine in tempo, ha detto un autista bielorusso.

"Referendum a Kherson"

I russi stanno preparando un referendum che porti alla proclamazione di una repubblica separatista a Kherson, l’unica grande città ucraina finora in mano a Mosca. Lo riferisce su Facebook lo stato maggiore di Kiev. “Proseguono i preparativi per un referendum illegale sulla proclamazione della cosiddetta ‘Repubblica popolare di Kherson’ in alcuni territori temporaneamente occupati dalla Russia”, si legge nel comunicato, “per falsificare i suoi risultati, si prevede di utilizzare i dati personali dei residenti della regione raccolti dagli occupanti durante la distribuzione di ciò che hanno definito ‘aiuto umanitario’. Ai residenti locali viene anche detto che dopo che i risultati dello pseudo-referendum saranno disponibili, sarannIo ‘mobilitati’ per unirsi alle forze armate della Federazione Russa”.

 

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