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7 mar 2022

Guerra Ucraina Russia: bombe su panificio, "13 morti". Mosca: tregua corridoi umanitari

Annunciato un cessate il fuoco per evacuare i civili. Bbc: "Forti esplosioni a Odessa". Kiev all'Aiea: "Colpito impianto di medicina nucleare".  Zelensky: "Troveremo ogni bastardo che spara alla nostra gente". Ucciso sindaco di Gostomel. L'Occidente valuta nuove sanzioni

7 mar 2022

Roma, 7 marzo 2022 - Concluso il terzo round dei negoziati Ucraina-Russia. Mentre Kiev riferisce all'Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) che un impianto di ricerca nucleare che produce radioisotopi per scopi medici e industriali è stato danneggiato dai bombardamenti della Russia nella città di Kharkiv. Il direttore generale dell’Aiea, Rafael Mariano Grossi, ha sottolineato che i bombardamenti non hanno causato alcun aumento dei livelli di radiazioni nel sito. "Dobbiamo agire adesso per evitare un incidente nucleare in Ucraina che potrebbe avere gravi conseguenze per la salute e l’ambiente. Non possiamo permetterci di aspettare", ha tuttavia sottolineato Grossi.

Sui negoziati: le due delegazioni si sono incontrate in Bielorussia, nella foresta di Belovezhskaya Pushcha. Si sono registrati piccoli progressi sui corridoi umanitari, ha riferito il negoziatore di Kiev, Mykhail Podolyak. Ma il capo negoziatore russo, Vladimir Medinsky, ha detto che il nuovo round di colloqui "non è stato all'altezza delle aspettative" di Mosca. Poi ha precisato che la trattativa continuerà. Un quarto round sarebbe previsto a breve, secondo l'agenzia russa Tass. Alle 23.49 le agenzie battono la notizia di forti esplosioni nella città portuale di Odessa riferite dal corrispondente della Bbc che spiega così: "Ci è stato detto che era il sistema di difesa ucraino che abbatteva i missili russi in arrivo lanciati da una delle numerose navi da guerra situate al largo della costa qui". Si guarda alle prossime ore. I russi hanno annunciato un cessate il fuoco locale dalle 10 di martedì 8 marzo (le 8 in Italia) per consentire l’evacuazione dei civili attraverso corridoi umanitari da Kiev, Chernihiv, Sumy, Kharkiv e Mariupol. Lo ha riferito, riporta la Tass, il quartier generale di coordinamento interdipartimentale della Federazione russa.

La decisione arriva dopo un continuo scambio di accuse. Medinsky dichiara che i 'nazionalisti' ucraini li hanno bloccati, mentre il presidente ucraino Zelensky - che martedì 8 marzo sarà collegato via video con i parlamentari britannici - giudica "completamente immorale" che i corridoi umanitari siano diretti "solo verso Russia e Bielorussia". 

"Catastrofica", secondo il consigliere della presidenza ucraina, Oleksiy Arestovich, la situazione alla periferia di Kiev, dove Mosca, secondo l'esercito ucraino, ha iniziato ad "ammassare le proprie risorse per prendere d'assalto" la capitale. Il conflitto non si ferma: carri armati procedono verso Kiev, come denuncia un video trasmesso dalla Cnn, e almeno 13 persone sono morte nel bombardamento contro un panificio a Makariv, a ovest della capitale.

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Zelensky: non perdoneremo

Zelensky: troveremo ogni bastardo che spara alla nostra gente

La mediazione del premier israeliano Naftali Bennett sembra non decollare. E che la situazione sia sempre più difficile lo conferma l'accorato appello di Volodymyr Zelensky, che dal bunker nel quale dirige le operazioni questa volta ha usato toni diversi nei confronti dei partner occidentali: "Vi chiediamo ogni giorno una no-fly zone, se non ce la date, almeno forniteci aerei per proteggerci. Se non ci date neanche questi, rimane una sola soluzione: anche voi volete che ci uccidano lentamente. Questa sarà anche responsabilità della politica mondiale, dei leader occidentali. Oggi e per sempre". "Non perdoneremo. Non dimenticheremo - ha proseguito -. Puniremo tutti coloro che hanno commesso atrocità in questa guerra sulla nostra terra. Troveremo ogni bastardo che ha sparato alle nostre città, alla nostra gente, che ha bombardato la nostra terra, che ha lanciato razzi. Non ci sarà posto tranquillo su questa terra per voi. Eccetto la tomba". In serata, tornando a parlare in un video postato su Telegram, Zelensky ha accusato: “C’era un accordo sui corridoi umanitari. Ha funzionato? Hanno funzionato invece carri armati russi, i Russian Grads (lanciarazzi, ndr), le mine russe”, ha affermato. Ha aggiunto: "Negozieremo fino a un accordo di pace". E, per la prima volta dall'inizio dell'invasione russa, il presidente ucraino ha parlato dal suo ufficio: "Resto a Kiev. Nel mio ufficio. Non mi nascondo. E non ho paura di nessuno”.

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I corridoi umanitari

Secondo la ricostruzione della Bbc che ha potuto analizzare nel dettaglio la mappa e gli itinerari dei 'corridoi umanitari' per l'evacuazione dei civili dalla Russia, la via di fuga proposta dai russi in mattinata rischiava di configurarsi come una trappola. Quasi tutti i percorsi portavano in Russia o in Bielorussia. Delle quattro città citate - Kiev, Kharviv, Mariupol e Sumy - solo le più piccole - Mariupol e Sumy - avevano vie di evacuazione che portavano ad altre parti dell'Ucraina. Dei corridoi uno era da Kiev a Gomel (Bielorussia), due da Mariupol a Zaporizhzhya (sud-est Ucraina) e Rostov sul Don (Russia meridionale), uno da Kharkiv a Belgorod (Russia occidentale) e due da Sumy a Belgorod e Poltava (Ucraina centrale). Il percorso disegnato per il corridoio umanitario che doveva portare i civili fuori da Mariupol in alcuni tratti era impraticabile perché minato, secondo quanto riferito alla Bbc Dominik Stillhart, direttore delle operazioni per il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR). Ma il capo negoziatore russo aveva ribattuto che nessuno dei corridoi umanitari aperti per fare partire i civili dalle zone di guerra ha funzionatom accusando i "nazionalisti" ucraini di averli bloccati. 

I leader mondiali

L'Occidente valuta nuove sanzioni. Il presidente Usa Joe Biden, il francese Macron, il cancelliere tedesco Scholz e il premier britannico Johnson hanno concordato sulla necessità di "continuare ad alzare i costi per la Russia per la sua ingiustificata e non provocata invasione dell'Ucraina". Lo fa sapere la Casa Bianca dopo la videoconferenza tra i quattro leader. In giornata il premier Mario Draghi si è sentito al telefono con il cancelliere tedesco Olaf Scholz. I due leader hanno concordato di tenersi in stretto contatto nei prossimi giorni anche in vista del vertice informale in programma giovedì e venerdì. 

Nel frattempo, l'Ungheria ha emanato un decreto che vieta il trasferimento delle armi in Ucraina attraverso il territorio ungherese, secondo quanto reso noto dal premier magiaro, Viktor Orban.

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L'offensiva russa

Nel mentre si intensifica l'offensiva russa. I soccorsi ucraini hanno reso noto che almeno 13 persone sono morte in un bombardamento contro un panificio a ovest di Kiev. In mattinata, le forze di Mosca hanno ucciso il sindaco di Gostomel, cittadina vicina alla capitale e sede dell'aeroporto strategico Antonov, già teatro di scontri. "Yuri Illich Prylypko è morto mentre distribuiva il pane agli affamati e medicine ai malati", ha spiegato il municipio su Facebook. Prylypko, si aggiunge, è stato raggiunto da uno sparo insieme ad altri due uomini.

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In serata secondo il servizio per le emergenze ucraino due cisterne della capacità di 10mila metri cubi di petrolio sono state colpite alle 21.30 ora locali a Zhytomyr, 150 chilometri da Kiev. Ci sarebbero 9 serbatoi nel deposito di petrolio. Non ci sono state vittime. Nel villaggio di Chernyakhiv inoltre sono bruciate due cisterne semivuote con una capacità di 2.000 metri cubi di petrolio, a una distanza dagli edifici residenziali di circa 500-600 metri. 

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Il blogger rapito

Sempre più difficile documentare quel che sta accadendo. L’attivista e giornalista indipendente Oleksandr Tarasov è stato rapito a Kherson. Lo rende noto con un video su Facebook la piattaforma media locale che si occupa di diritti umani, collaborazione tra il popolo e il governo, filantropia e valori della comunità. L’uomo, secondo quanto viene spiegato nel filmato, avrebbe esortato la popolazione di Kherson a manifestare e a lottare contro i russi. 

Il bilancio delle vittime

Sono 406 i civili uccisi dall'inizio della guerra russa in Ucraina il 24 febbraio scorso. Lo ha denunciato l'Alto commissariato dell'Onu per i diritti umani, aggiornando il bilancio accertato delle vittime, che conta anche 801 civili feriti. Ma l'agenzia dell'Onu ammette che le vere cifre potrebbero essere "considerevolmente più alte".

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