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11 mar 2022

Guerra Ucraina Russia: offensiva a Ovest, rapito sindaco Melitopol

Intelligence britannica: Mosca prepara offensiva verso la capitale ucraina. Raid aerei su Lutsk, Ivano-Frankovsk, Dnipro e Mykolaiv. Kharkiv, centrata sede di un reattore nucleare sperimentale. Putin: ok volontari dal Medio Oriente. Onu: riteniamo che Russia usi bombe a grappolo. Ue: altri 500 milioni di euro per sostegno militare 

11 mar 2022

Roma, 11 marzo 2022 - La guerra tra Ucraina e Russia, giunta al sedicesimo giorno di scontri, si combatte su vari fronti: militare, economico e mediatico. Mentre la situazione umanitaria nel Paese al centro del conflitto è ormai disperata.

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Sommario

Il fronte militare

Le forze di Mosca sul campo di battaglia continuano ad avanzare verso Kiev, guadagnando circa 5 chilometri. Immagini satellitari mostrano che il lunghissimo convoglio russo avvistato nei giorni scorsi si è dispiegato nelle aree attorno alla capitale (secondo l'intelligence britannica Mosca prepara nuova offensiva contro la capitale). Stamane colpite Lutsk, primi attacchi nel nord-ovest dell'Ucraina, e Dnipro, dove sono stati bombardati anche un asilo nido e un condominio. Il sindaco di Melitopol, Ivan Fedorov, è stato sequestrato nel centro della città mentre stava distribuendo aiuti umanitari alla popolazione, mentre resta drammatica la situazione di Mariupol, assediata, con oltre 1.200 morti nelle strade, e da dove per ora nessuno è riuscito ancora ad andarsene visti i continui fallimenti dei corridoi umanitari. In serata, nuovi bombardamenti russi da nord-est sulla città portuale ucraina di Mykolaiv sul mar Nero, a nord della Crimea, come affermato su Telegram dal governatore regionale, Vitaly Kim.

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Mosca intanto ha approvato l'impiego di circa 16mila volontari che arriverebbero dal Medio Oriente ("L'Occidente non nasconde i suoi mercenari"), e la fornitura delle armi sequestrate agli ucraini ai filorussi del Donbass. Gli Stati Uniti avvertono di un'"ulteriore escalation dell'aggressione ingiustificata". E il dipartimento di Stato Usa si è rivolto a tutti i cittadini americani che andranno in Ucraina, compresi quelli che prenderanno parte ai combattimenti, avvertondoli del rischio molto concreto di essere fatti prigionieri o uccisi. 

Nel frattempo, si rinnova anche il timore di un incidente nucleare: bombardato l'istituto di fisica e tecnologia di Kharkiv, sede di un reattore nucleare sperimentale. Inoltre, l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica ha affermato di aver perso ogni canale di comunicazione con la centrale dismessa di Chernobyl, in mano ai russi. Il presidente di Aea, Mariano Grossi, ha annunciato "ispezioni fisiche" nei siti nucleari ucraini, riporta la Bbc. Il servizio di intelligence del ministero della Difesa britannico sul proprio profilo Twitter avverte: "La Russia sta ripristinando e riposizionando le sue forze in campo per una nuova offensiva nei prossimi giorni. Questo probabilmente includerà anche operazioni contro la capitale Kiev". E' stato invece l'Ufficio dell'Alto commissario Onu per i diritti umani (Ohchr) ad avvertire di aver "ricevuto rapporti credibili sull'uso di bombe a grappolo da parte delle forze russe anche nelle aree popolate dell' Ucraina". 

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Il fronte economico

Sul fronte economico la Russia è sempre più isolata: Washington (pronta a votare un finanziamento da 13,6 miliardi di dollari all'Ucraina) è intenzionata porre fine alle normali relazioni commerciali, con l'obiettivo assieme al G7 e alla Ue di implementare in ogni Paese una rottura commerciale con una legge nazionale. Sanzioni che stanno pesando, ma il Cremlino ha comunicato che non ci sono le condizioni per il default della Russia, scrive la Tass.
Da Versailles, dove si sono riuniti i leader dell'Unione Europea, sotto la presidenza del semestre francese, è uscito un comunicato congiunto in  cui i capi di Stato e di governo dei 27 hanno chiesto alla Russia di fermare le operazioni militari, garantire gli accessi umanitari e la sicurezza delle centrali nucleari. Segue il suo iter, non accelerato, invece la richiesta di adesione presentata da Kiev: "Il Consiglio ha invitato la Commissione a presentare il suo parere su tale domanda conformemente alle pertinenti disposizioni dei trattati. In attesa di ciò e senza indugio, rafforzeremo ulteriormente i nostri legami e approfondiremo la nostra partnership per sostenere l'Ucraina nel perseguire il suo percorso europeo". L'Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera Josep Borrell ha fatto sapere che "la Ue ha deciso lo stanziamento di altri ulteriori 500 milioni di euro per il sostegno militare all'Ucraina. Raddoppieremo il contributo dell'European Peace Facility". Invece la Cina resta contraria alle sanzioni, definite da Pechino un "danno per la ripresa mondiale". Zelensky però è deluso. "Sappiamo cosa hanno detto, chi è intervenuto, chi ci ha sostenuto, chi è stato in silenzio e chi ha cercato di rendere la formulazione insufficiente per l'Ucraina: abbiamo bisogno di più forza. Non è quello che ci aspettiam", ha detto commentando il vertice Ue. "Le decisioni dei politici devono coincidere con l'umore dei loro popoli tra i quali c'è molto sostegno: almeno il 60% degli europei è a favore. L'Ue deve fare di più per noi. Ce lo aspettiam", ha aggiunto Zelensky.

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Il fronte mediatico

Sul piano mediatico è scambio di accuse: Mosca ha chiesto di convocare una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per denunciare la produzione di armi biologiche in Ucraina, con il sostegno degli Stati Uniti. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha respinto le accuse russe: "Sono il presidente di un paese degno, di una nazione degna. E padre di due bambini. E nella mia terra non sono state sviluppate armi chimiche o altre armi di distruzione di massa", ha affermato in video. Piuttosto Zelensky ha espresso preoccupazione che un attacco con armi chimiche possa arrivare da parte russa, come anche il premier britannico Boris Johnson che in un'intervista a Sky News ha sottolineando che sarebbe "nello stile" di Putin ricorrere a questo tipo di metodi. Ma se Mosca usasse armi chimiche e biologiche non è chiara quale risposta arriverebbe dagli Stati Uniti, e comunque Joe Biden non intende inviare truppe americane a combattere in Ucraina e avviare una nuova guerra, fanno sapere dalla Casa Bianca. 

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Civili in fuga e bilancio vittime

Sono due milioni e mezzo le persone fuggite dall'Ucraina dal 24 febbraio scorso, hanno annunciato le Nazioni Unite. Ieri attraverso i corridoi umanitari circa 100mila persone sono state trasferite in zone più sicure. Cosa sempre fallita a Mariupol e Volnovakha (sud-est), perché circondate. Il presidente ucraino Zelensky ha accusato più volte l'esercito russo di aver impedito l'evacuazione dei civili, mentre oggi il vice primo ministro ucraino, Iryna Vereshchuk, ha lanciato una nuova speranza: è stato aperto finalmente con successo un corridoio dalla città portuale assediata. In fuga anche le popolazioni del Donbass, l'agenzia Tass stima che oltre 220mila persone sno state evacuate verso la Russia. "Tra loro 50mila bambini. Più di 193mila persone sono arrivate in Russia da Donetsk e Lugansk dal 18 febbraio", fanno sapere le autorità delle autoproclamate repubbliche separatiste. Altri sono sfuggiti, almeno 30 mila, attraverso i passaggi nelle regioni di Belgorod, Bryansk, Kursk e Crimea. 

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E si aggrava il bilancio delle vittime. Secondo il ministro della Difesa ucraino, Oleksij Reznikov, l'esercito russo ha ucciso più civili che militari. E secondo l'Alto Commissariato dell'Onu per i Diritti uman,  a data 9 marzo erano stati uccisi 549 civili ucraini e 957 feriti. Durante l'invasione danneggiati 63 ospedali, ha reso noto il ministro della Sanità Viktor Lyashko. La commissaria per i diritti umani ucraina, Lyudmila Denisova, sui social dà notizia di almeno 78 bambini morti da inizio conflitto, aggiungendo che non è possibile stabilire il numero esatto delle vittime di Mariupol e Volnovakha, e in tutta la regione di Donetsk, mentre sono incompleti i dati di Irpin e di tutta la regione di Kiev. Finora nella regione di Kharkiv sono stati uccisi 201 civili, tra cui almeno 11 bambini, riporta invece il Kyiv Independent citando fonti della polizia locale, secondo cui solo nelle ultime 24 si sono registrate 10 vittime (3 i bambini) tra i civili.

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Zelensky-Putin

La diplomazia internazionale è sempre al lavoro per fermare la guerra, ma gli sforzi fatti fino a qui hanno portato solo a pochi, e poco sicuri, corridoi umanitari nell'ambito di fragili cessate il fuoco. Ma in realtà qualcosa è successo, se il presidente russo, Vladimir Putin, durante un incontro con il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, ha riconosciuto "alcuni progressi" nei negoziati. "Come mi hanno detto i nostri negoziatori, alcuni cambiamenti positivi sono stati raggiunti", ha aggiunto il presidente russo. E dal Cremlino arriva la precisazione: "Nessuno esclude" un incontro tra Putin e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, i quali, scrive la Tass, "si dovrebbero incontrare per ottenere qualche risultato". Zelensky da parte sua è pronto a parlare direttamente Putin, ma ha fatto sapere che "non scenderà a compromessi". Per il portavoce del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, uno dei capi di stato che tenta una mediazione, "un incontro è possibile nel prossimo futuro".

​La 'provocazione' alla Bielorussia

Le forze russe - denuncia su Twitter il ministro della Difesa ucraino Oleksiy Reznikov - si stanno preparando a sparare dall'Ucraina contro il territorio della Bielorussia con l'obiettivo di trascinare Minsk nel conflitto. Secondo alcune fonti i bombardamenti sarebbero già iniziati, riportano alcuni media internazionali. Le forze armate ucraine parlano di "provocazione" e il Parlamento di Kiev assicura che l'esercito ucraino non ha pianificato né prevede di intraprendere azioni aggressive contro la Bielorussia. Fonti riferiscono che l'invasione potrebbe avvenire oggi

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