11 mar 2022

Ucraina, il patriarca di Mosca contro l'Occidente: "Diffonde la russofobia"

Kirill, a capo della Chiesa ortodossa russa, evita ancora di pronunciarsi per la pace. Ignorati gli appelli della Sante Sede. Dal territorio martoriato dalle bombe, il vescovo di Odessa incalza il Papa: "Incontri il patriarca, le parole non bastano più"

giovanni panettiere
Esteri
Patriarch Kirill of Moscow and All Russia serves at Christ the Savior cathedral during liturgy marking Annunciation in Moscow, Russia,07 April 2021. The Annunciation is one of twelve main holidays of Christianity and celebrates the Annunciation of the Blessed Virgin Maria by Archangel Gabriel (Gavriil) that she will give birth to Jesus Christ.  ANSA/SERGEI ILNITSKY
Il 75enne Kirill, patriarca di Mosca

Mosca, 11 marzo 2022 - Il patriarca di Mosca non sente ragione. Putin non allenta la presa sull’Ucraina e lui, nonostante il pressing del Vaticano, esita ancora a promuovere la pace tra Kiev, che guarda all’Occidente, e la Russia precipitata nell’ideologia zarista. Anzi, dopo avere ’giustificato’ l’invasione del Cremlino, come "lotta metafisica' ai valori omosessuali che Europa e Stati Uniti cercherebbero di esportare anche nel tormentato Dombass, l’alto prelato ortodosso rincara la dose. “La russofobia si sta diffondendo nel mondo occidentale a un ritmo senza precedenti”, scrive Kirill in una lettera al Consiglio mondiale delle Chiese, l'organismo ecumenico di cui la Chiesa ortodossa russa fa parte.  Fucile e lecca lecca: la foto della 'ragazzina con la caramella' simbolo della guerra Nei giorni scorsi il segretario generale ad interim dell’istituzione cristiana – nel quale la Chiesa cattolica è assente –, Iaon Souca, aveva inviato un appello al patriarca, perché alzasse anche lui la sua voce per invocare la fine del conflitto. La risposta è arrivata, ma non muove nella direzione auspicata. “Questo conflitto non è iniziato oggi – esordisce  Kirill nella lettera riportata dal Sir, l’agenzia stampa dell’episcopato italiano -.  Sono fermamente convinto che i suoi iniziatori non siano i popoli di Russia e Ucraina, che provengono dalla fonte battesimale di Kiev, sono uniti in una fede comune, hanno stessi santi e preghiere e condividono un unico storico destino. Le origini del confronto risiedono nei rapporti tra Occidente e Russia”. Di ramoscelli d'ulivo nessuna traccia, dunque.  All’indomani delle prime esternazioni del patriarca, quelle di segno anti-Gay Pride, era stata la stessa Santa Sede a prendere le distanze da Kirill. Per bocca del primo collaboratore di papa Francesco, il segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin: "Le parole di Kirill non favoriscono e non promuovono un’intesa, anzi rischiano di accendere ancora di più gli animi e di andare verso una escalation“. ...

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