15 mar 2022

Guerra Ucraina, oligarchi sempre più nel mirino. E gli squatter occupano le ville

Da Londra a Biarritz, nelle dimore esclusive sventola la bandiera ucraina. Il Giappone sanziona 61 cittadini russi. La Marina spagnola blocca uno yacht

A squatter stands next to a banner displayed on the facade of a mansion, supposedly belonging to Russian oligarch Oleg Deripaska, while occupying it, in Belgrave Square, central London, on March 14, 2022. - Oleg Deripaska is one of the seven Russian oligarchs who have been sanctioned by Britain's   Government. (Photo by Tolga Akmen / AFP)
Gli squatter hanno occupato le ville degli oligarchi, da Londra a Biarritz

Roma, 15 marzo 2022 - Guerra Ucraina, oligarchi russi sempre più nel mirino dei governi in tutto il mondo. Secondo il Kiev Independent, il Giappone ha congelato i beni di altri 17 ricchissimi. Tra i sanzionati ci sono il miliardario russo Viktor Vekselberg, i familiari del banchiere russo Yuri Kovalchuk e 11 membri della Duma russa. A partire dal 14 marzo, il Giappone ha sanzionato 61 cittadini russi. 
Si è mossa anche la Spagna. La Direzione generale della Marina mercantile ha ordinato oggi il blocco dello yacht “Valerie”, di 85 metri e del valore di 130 milioni di dollari, in applicazione delle sanzioni europee. La barca, attraccata al porto di Barcellona, è collegata al magnate Sergey Chemezov, numero uno di Rostec, gigantesca holding pubblica russa con interessi soprattutto nella difesa, secondo quanto rivelato dai Pandora Papers, riporta oggi il Pais. 

Nuove sanzioni Ue

Intanto il Consiglio Ue ha concordato oggi a Bruxelles un quarto pacchetto di misure restrittive contro la Russia in risposta all’aggressione militare russa dell’Ucraina. Le sanzioni, spiega una nota della Commissione europea, “contribuiranno ulteriormente ad aumentare la pressione economica sul Cremlino e paralizzeranno la sua capacità di finanziare l’invasione dell’Ucraina”.

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Le misure, che sono state coordinate con i partner internazionali dell’Ue, e in particolare gli Stati Uniti, comprendono innanzitutto il divieto totale di qualsiasi transazione con alcune imprese statali russe in diversi settori riguardanti il complesso militare-industriale del Cremlino. Un divieto di importazione è stato introdotto per i prodotti siderurgici attualmente soggetti alle misure di salvaguardia dell’Ue, che infliggerà perdite pari a circa 3,3 miliardi di euro per le esportazioni per la Russia. Vi sarà un aumento delle quote di importazione da altri paesi terzi per compensare il mancato arrivo di questi prodotti siderurgici nell’Ue. Deciso anche un divieto “di ampia portata” di nuovi investimenti nel settore energetico russo, in questo caso però “con limitate eccezioni per l’energia nucleare civile e il trasporto di determinati prodotti energetici nell’Ue”. Per colpire direttamente le élite russe legate al regime, è stato introdotto poi l’atteso divieto all’esportazione dall’Ue di beni di lusso, come auto e gioielli.

Inoltre, l’elenco delle persone ed entità sanzionate è stato ulteriormente esteso per includere nuovi oligarchi ed élite imprenditoriali legate al Cremlino, nonché società attive nelle aree militari e della difesa, che supportano logisticamente e materialmente l’invasione. Vengono presi di mira anche nuovi elenchi di attori attivi nella disinformazione. Verrà proibito, infine, alle società di rating del credito nell’Ue di attribuire un rating alla Russia e alle società russe e di fornire servizi di rating ai clienti russi, con una conseguente perdita di accesso da parte delle entità russe ai mercati finanziari dell’Ue. 

Ville occupate dagli squatter

E per gli oligarchi russi la legge del contrappasso si consuma tra Biarritz e Londra. Da proprietari di lussuose abitazioni nei luoghi più ambiti del pianeta, oggi possono solo guardare impotenti le loro proprietà nelle immagini diffuse da social e siti internazionali, con la bandiera dell’Ucraina che sventola dal terrazzo. A Biarritz due attivisti russi sono penetrati nella meravigliosa villa vista mare, otto camere da letto, di proprietà dell’ex genero di Vladimir Putin. I due hanno detto di aver cambiato le serrature e di voler offrire la proprietà ai rifugiati ucraini in fuga dalla guerra. Intanto ha fatto il giro del mondo l’immagine di uno di loro che dall’ampio terrazzo dell’abitazione nel resort di Alta Mira srotola al vento la bandiera dell’Ucraina. A Londra la trama è la stessa: un gruppo di dimostranti ha fatto irruzione e occupato l’ edificio di pietra color crema, con una porta d’ingresso nera e pilastri, di proprietà del miliardario russo Oleg Deripaska, 54 anni, fondatore del gigante dell’alluminio Rusal. La villa, a Belgrave Square, nel centro di Londra, è stata sottratta alla disponibilità dell’oligarca dopo l’invasione dell’Ucraina, così come gli altri suoi beni in Gran Bretagna nell’ambito delle sanzioni anti-russe la scorsa settimana. Deripaska è tra i sette oligarchi russi colpiti dalle sanzioni del governo britannico nei giorni scorsi. La zona di Belgrave Square è stata ribattezzata ‘quartiere degli oligarchi' dopo che diversi miliardari russi hanno acquistato proprietà a due passi da Buckingham Palace. Twitter ha pubblicato una fotografia in cui si vede la bandiera giallo-azzurra dell’Ucraina a una finestra e uno striscione con la scritta 'questa proprietà è stata liberata'. I cinque occupanti abusivi dell’edificio, di cui due dell’Europa dell’Est, in un messaggio al proprietario russo hanno detto: 'Voi occupate l’Ucraina, noi occupiamo voi'. Gli attivisti sono riusciti a introdursi nell’edificio durante la notte e hanno dichiarato che il 'palazzo servirà come centro di supporto per i rifugiati, per gli ucraini e le persone di tutte le nazioni ed etnie'. Gli squatter hanno chiarito che non lasceranno la proprietà volontariamente e hanno pianificato di barricarsi dentro se la polizia o gli ufficiali giudiziari cercheranno di mandarli via. Questa non è la prima volta che gli squatter occupano la villa di un oligarca a Londra. Nel 2017, un gruppo si era impadronito della villa di Andrey Goncharenko, nella vicina Eaton Square.

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