21 mar 2022

Guerra Ucraina, Washington: "Il piano di Putin è saltato. Le sue forze sono in stallo"

Nella capitale colpito un centro commerciale. Governo ucraino: "Più di 2.300 bambini portati via illegalmente". Media: "Rapiti 4 giornalisti a Melitopol". Mariupol, comandante battaglione Azov: "Oltre 3.000 civili uccisi", fosse comuni. Ripresi i negoziati online. Il presidente Usa definì Putin "assassino" e "dittatore", dura nota del ministero degli Esteri russo: relazioni a punto di rottura. Zelensky: eventuale acccordo sarà sottoposto a referendum

Roma, 21 marzo 2022 - Ventiseiesimo giorno di guerra in Ucraina. Dopo l'ennesima notte di bombe, il Paese è allo stremo. Ma secondo Washington l'avanzata delle forze russe è in stallo, e il piano di una guerra lampo di Vladimir Putin è staltato. Si ripetono notizie di attacchi mentre le trattative sono lente e difficili: i negoziati online fra le due delegazioni sono ripresi oggi e proseguiranno per tutta la giornata. Ma per il governo ucraino "la Russia non è seria" riguardo ai colloqui di pace. Dopo le accuse di stupro ai danni delle donne ucraine, Kiev denuncia oggi il sequestro di migliaia di bambini nella regione occupata del Donbass: secondo il ministero degli Esteri sarebbero oltre 2.300 i minori "illegalmente deportati" in Russia. Intanto sul piano diplomatico le relazioni tra Russia e Usa sono arrivate a un punto "di rottura", dopo le offese del presidente degli Stati Uniti Joe Biden nei riguardi di Putin, definito "assassino" e "dittatore". Oggi una dura nota di protesta è stata consegnata all'ambasciatore americano John Sullivan dal ministero degli Esteri russo. Telefonata tra il numero uno della Casa Bianca e il presidente del Consiglio Mario Draghi, il presidente francese, Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, il premier britannico, Boris Johnson, in preparazione dei vertici NATO e G7 e del Consiglio Europeo di questa settimana. I leader hanno discusso del sostegno militare e umanitario all'Ucraina, ha reso noto la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki. 

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Una soldatessa ucraina a Odessa (Ansa)
Una soldatessa ucraina a Odessa (Ansa)

Sommario

I fronti di guerra: bombe su Kiev e Odessa

Intanto il fronte del conflitto si allarga a Sud: due navi del Cremlino sono apparse in un'incursione a distanza nel porto di Odessa e hanno aperto il fuoco "in modo indiscriminato", ha riferito su Telegram il portavoce del quartier generale operativo dell'amministrazione militare regionale Serhiy Bratchuk, come riferisce Ukrinform. L'artiglieria delle Forze armate ucraine avrebbe risposto e allontanato le navi dalla riva. Continua l'offensiva a Kiev dove sono state colpite case e un centro commerciale, con un bilancio di otto morti (FOTO). Il ministero della Difesa russo ha affermato che nel centro vi era un deposito di razzi. Nella capitale da stasera nuovo coprifuoco fino a mercoledì. Le sirene d'allarme hanno suonato in diverse regioni, tra cui quella di Leopoli. Bombe anche sull'oblast di Sumy, dove è scattata l'allerta (poi rientrata) per una perdita di ammoniaca da un impianto chimico.

A Mariupol il brutale assedio è alle battute finali. Ma l'Ucraina ha respinto la richiesta della Russia di consegnare la città, condizione che Mosca aveva imposto per acconsentire a un cessate il fuoco per l'evacuazione dei civili. L'alto rappresentante per la politica estera Ue Josep Borrell parla di "città completamente distrutta". 

Tensione Biden-Putin

Ai minimi termini i rapporti tra Russia-Stati Uniti. Il ministero degli Esteri russo ha convocato l'ambasciatore americano John Sullivan e gli ha consegnato una nota di protesta contro i commenti "inaccettabili" di Joe Biden sul presidente russo Vladimir Putin, definito "criminale di guerra" e "dittatore assassino". Per il ministero russo i commenti "offensivi" del presidente degli Stati Uniti su Putin stanno spingendo le relazioni russo-americane sul punto "di rottura". "Tali dichiarazioni del presidente americano, indegne di uno statista di così alto rango, hanno messo le relazioni russo-americane sull'orlo della rottura". Il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Ned Price, ha risposto: "E' terribile sentire un Paese parlare di 'commenti inappropriati' quando quello stesso Paese è impegnato in massacri di massa, inclusi raid e attacchi che hanno provocato la morte di civili".

Usa: il piano di Putin è saltato

"Il presidente Putin aveva un suo piano, pensava di conquistare Kiev in poche ore se non giorni. Ma è stato fermato dalla resistenza degli ucraini e le sue forze sono in stallo", è quanto ha detto Price alla stampa. "Questa è una guerra più grande della Russia e dell'Ucraina, ci sono in gioco principi universali che Putin ha cercato di violare, tra questi la sovranità di un Paese di determinare la sua politica estera e le sue alleanze". Confermando che Washington farà avere all'Ucraina "esattamente i sistemi anti-missili di cui ha bisogno, inclusi quelli di fabbricazione sovietica e gli S-300". Anche il ministero della Difesa britannico concorda: avanzata russa in Ucraina è in stallo, tanto che i minacciosi missili balistici ipersonici Kinzhal potrebbero non fare la differenza. "E' molto probabile che le affermazioni russe di aver utilizzato il Kinzhal abbiano lo scopo di sminuire la mancanza di progressi nella campagna di terra della Russia. E' altamente improbabile che lo schieramento di Kinzhal influisca materialmente sull'esito della campagna russa in Ucraina", si legge in una nota.

I negoziati

Sono durati un'ora e mezzo stamani i negoziati online tra le delegazioni ucraina e quella russa: le trattative continuano nel formato dei gruppi di lavoro. Lo riferisce la Tass. "Oggi lavoriamo tutto il giorno", ha detto un membro della delegazione ucraina e capo della fazione Sn David Arahamiya, citato dall'agenzia Unian. Non sono state fornite ulteriori informazioni sull'andamento dei colloqui. Secondo la Turchia un accordo sarebbe vicino. Israele più cautamente parla di progressi. Ma l'Ucraina è tranchant: Alexander Rodnyansky, consigliere del presidente ucraino Zelensky, alla Bbc ha detto che la Russia "non è seria" riguardo ai colloqui di pace. Per Mosca l'unico scopo è "distrarre l'attenzione da ciò che sta accadendo sul campo di battaglia", e scoraggiare nuove sanzioni dell'Occidente. 

Per un incontro Zelensky-Putin i tempi non sono maturi. "Sarebbe importante che Kiev si rendesse più disponibile", ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dalla Tass, riferendosi alla possibilità di un faccia a faccia. "Organizzare un incontro tra i presidenti della Russia e dell'Ucraina richiede un accordo sui possibili risultati dei colloqui, ma le parti attualmente non hanno nulla da mettere sul tavolo a questo proposito", ha affermato Peskov parlando con i giornalisti. La Svizzera si dice intanto pronta a ospitare i colloqui. "Se falliamo, è la terza guerra mondiale", dice il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Mosca vuole la soluzione finale: punta a distruggere il nostro popolo", ha detto ieri il presidente ucraino alla Knesset provocando una bufera in Israele per il paragone con la Shoah. 

Se l'Ucraina raggiungesse un eventuale accordo con la Russia questo dovrebbe essere sottoposto ad un referendum, lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky, secondo la Tass. 

Video: i soccorsi al centro commerciale

Russi bloccati a nord di Kiev

Le forze russe sono state bloccate a nord est di Kiev e anche a nord ovest da una "strenua resistenza ucraina": così si legge nell'ultimo aggiornamento dell'intelligence britannica. "Continuano aspri combattimenti a nord della capitale", si legge ancora nell'update, e "il grosso delle truppe di Mosca rimane a 25 chilometri dal centro della città". E l'aggiornamento conclude: "Nonostante l'avanzata si sia fermata, Kiev resta l'obiettivo militare primario della Russia ed è probabile che si darà priorità al tentativo di accerchiare la città nelle prossime settimane".

"A Mariupol immenso crimine di guerra"

"Quello che sta accadendo a Mariupol è un immenso crimine di guerra, qualcosa di orrendo, lo dobbiamo condannare in modo netto, la città è completamente distrutta", ha detto l'alto rappresentante per la politica estera Ue Josep Borrell. "Questa non è guerra ma la distruzione di un Paese senza considerazione delle leggi della guerra perché anche la guerra ha delle leggi. Moralmente, la Russia ha perso la legittimità. Putin merita la più netta condanna del mondo civilizzato", ha aggiunto. Il maggiore Denys Prokopenko, comandante del distaccamento di Azov a Mariupol, alla Cnn ha riferito di oltre 3.000 vittime civili in città. "Ma nessuno può dire il numero esatto dei morti, poiché le persone vengono sepolte in fosse comuni, senza nome. Molti cadaveri restano insepolti per le strade. Alcune persone rimangono intrappolate sotto le macerie, sepolte vive", ha aggiunto Prokopenko.

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Hacker su media russi: 10mila soldati persi

Si sta trasformando in un'enorme beffa hacker la notizia dei quasi 10mila soldati russi che hanno perso finora la vita nell'invasione dell'Ucraina pubblicata da Komsomolskaya Pravda, il giornale russo filo-Cremlino. I dati sono stati subito cancellati, ed è stato denunciato un attacco hacker. Per Mosca i suoi militari morti sono, dati del 2 marzo, 498.

"Rapiti 4 giornalisti a Melitopol"

Stamattina, verso le 6, i russi hanno prelevato quattro giornalisti dalle loro case a Melitopol, attualmente sotto occupazione temporanea. Anche in questo caso a riferire la notizia è l'agenzia di stampa ucraina Ukrinform, riportando l'Unione nazionale dei giornalisti dell'Ucraina su Telegram. Più tardi tre giornalisti sono stati rilasciati mentre uno è ancora detenuto in un luogo sconosciuto. Stamattina, denuncia il sindacato, uomini armati sono andati a casa dei giornalisti di MV Holding - Mykhailo Kumko, Yevhenia Boryan, Yulia Olkhovska e Lyubov Chaika - e li hanno portati in una località sconosciuta. Anna Medvid, direttore generale di MV Holding, ha confermato che oggi verso le 6 persone armate sono arrivate prima dai giornalisti Yulia Olkhovska e Lyubov Chaika, e poi da altri dipendenti della holding. Sequestrati anche il sindaco, il suo vice e un poliziotto di Priasovie, sempre nel distretto di Melitopol.

Giornalista russa "spia britannica"

Non sono finiti i guai per Marina Ovsyannikova, la giornalista della televisione di stato russa fermata per avere mostrato in diretta un cartello contro la guerra in Ucraina, e dopo un interrogatorio di 14 ore multata e rilasciata: ora è accusata di spionaggio dal suo direttore. Kirill Kleimyonov, direttore giornalistico del canale news di Channel One ha affermato che la Ovsyannikova lavorare per l'intelligence britannica: "Non molto tempo prima della protesta ha parlato con l'ambasciata britannica", e ha definito un atto di "tradimento" la protesta della collega contro la guerra. 

Lavoratori italiani bloccati in Ucraina

Ci sarebbero ancora centinaia di connazionali nelle aziende di imprenditori italiani in Ucraina. "Circa 300", è la stima del presidente di Confindustria Ucraina, Marco Toson. "Purtroppo - spiega - hanno rifiutato lo spostamento nei giorni scorsi pensando che le cose potessero migliorare. Invece la situazione è peggiorata e in questo momento si sta operando per cercare di farli uscire". La situazione è "seguita da Farnesina e Ambasciata".

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