6 mar 2022

Ucraina, mani legate anche per i Caschi blu. E la Nato può solo mostrare i muscoli

Iacovino (Cesi): "Mosca metterebbe il veto all’Onu". Per ora l’Alleanza atlantica rafforza i suoi confini a Est

beppe boni
Esteri
Truppe ausiliarie ucraine trasportano un ferito mentre le persone attraversano un ponte distrutto durante l’evacuazione di Irpin, a nordovest di Kyiv, città bombardata dai russi
Truppe ausiliarie ucraine trasportano un ferito

Nulla è come sembra e nulla sarà mai più come prima. Nella nebbia dell’inferno ucraino scatenato dall’aspirante zar Vladimir Putin, gli Stati Uniti e l’Europa mentre si interrogano su dove vuole arrivare la Russia e su come sarà il dopo, sono costretti quasi a navigare a vista. Ucraina Russia news, colloquio Biden-Zelensky. Mariupol vuole evacuare civili "Non pensavamo più alla guerra. L’Occidente rimetta in moto la Storia" La Nato? Mostra i muscoli nella palestra dei Paesi baltici, ma non può andare oltre. L’Europa stringe le maglie delle sanzioni, unica arma che ha disposizione, per ottenere risultati a medio termine. E c’è l’Onu, quasi missing in action , disperso in azione. Sì, c’è con i suoi palazzi di vetro, le dichiarazioni, ma si vede poco e può fare poco. Lo invoca il premier britannico Boris Johnson insieme all’Aiea, l’agenzia dell’atomo, dopo la grande paura dell’attacco alla centrale nucleare di Zaporizhzhia ora in mani russe. Il capellone Boris vorrebbe i caschi blu, ma in pieno conflitto è una mossa che l’Onu, già poco incisivo, difficilmente può fare. "Per inviare un contingente di caschi blu – spiega Gabriele Iacovino, direttore del Cesi, Centro studi internazionali – serve l’ok dei cinque membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite di cui fa parte anche la Russia, che può porre il veto". Quindi un niet sicuro. "Ovvio per ora, perché Putin ha scatenato l’offensiva con obiettivi precisi. Prima li raggiunge e poi tratta". Onu, dunque, poco utile. "È comunque un forum permanente di dialogo – dice ancora Iacovino – che può sempre servire, anche se non c’è da aspettarsi una svolta". Del resto, nel Palazzo di vetro non esiste nemmeno più in modo stabile il dipartimento di peacekeeping . E tutti si chiedono quali sono gli obiettivi dell’aspirante zar. Ancora il direttore del Cesi. "La ...

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