Guerra della pesca Francia-Inghilterra: si tratta
Guerra della pesca Francia-Inghilterra: si tratta

Londra, 3 novembre 2021 - Le autorità francesi hanno disposto il rilascio del peschereccio britannico Cornelis, proveniente dalla Scozia, fermato e sequestrato nei giorni scorsi con l’accusa di non avere la licenza per la pesca del tonno nelle acque d’interesse della Francia. Il caso era esploso sullo sfondo della contesa fra Parigi e Londra sulle licenze di pesca post Brexit nella Manica e della minaccia del governo francese di ritorsioni anti-britanniche in risposta all’asserita violazione dei patti su alcune licenze negate a pescatori francesi da parte di Londra. Accusa peraltro respinta dal governo di Boris Johnson, che aveva minacciato a sua volta contro-rappresaglie fino a una possibile contestazione formale di mancato rispetto del trattato di libero scambio (Tca) sottoscritto con l’intera Ue dopo il divorzio.

Il rilascio odierno del peschereccio, avvenuto senza il pagamento di alcun riscatto e confermato con soddisfazione all’agenzia Pa dall’ambasciatrice del Regno a Parigi, Menna Rawlings, è avvenuto senza il pagamento di alcuna cauzione da parte dell’armatore, richiesto invece dalla pubblica accusa nei giorni scorsi. Reazione positiva immediata dal governo Johnson. Secondo i media britannici, si tratta di un segnale di distensione, dopo i nuovi negoziati parigini tra ministri delle due parti svoltisi nelle ultime ore e quelli annunciati per domani a Bruxelles, allargati alla Commissione europea.

Il peschereccio scozzese Cornelis GertJan, sequestrato in Francia per una settimana, ha lasciato il porto di Le Havre poco dopo le 18, stando alla France Presse. L’imbarcazione è stata lasciata libera di andare dopo una decisione della corte d’appello di Rouen, che ha autorizzato l’equipaggio a "lasciare immediatamente Le Havre senza dover pagare una cauzione", ha detto l’avvocato del capitano, Mathieu Croix. Lo Stato francese aveva originariamente chiesto l’immobilizzazione del natante in attesa del versamento di una cauzione di 150.000 euro.

Le trattative


Intanto l’Eliseo ha  deciso di far slittare a giovedì 4 novembre l’ultimatum per le sanzioni che sarebbero dovute entrare in vigore il 2 novembre per dare "una chance" alle trattative, ripartite con una serie di incontri a Parigi. Ma da Glasgow il premier britannico Boris Johnson ha lasciato poco margine per i negoziati: la nostra posizione, ha detto, non è cambiata. Lo slittamento dell’ultimatum francese è legato proprio all’incontro, previsto appunto per il 4, tra il segretario di Stato britannico incaricato della Brexit, David Frost e il segretario di Stato francese agli Affari europei, Clément Beaune. La speranza è che, nonostante le dichiarazioni del premier, si possa sbloccare l’impasse. La decisione di lasciare spazio al dialogo del resto era arrivata dal presidente francese Emmanuel Macron proprio nella prima giornata di lavori della Cop26 di Glasgow, dopo la ripresa dei colloqui tra Londra e Parigi. "Non è nel corso di una trattativa - ha assicurato Macron - che decideremo delle sanzioni". Londra, sul momento, si è mostrata soddisfatta per il rinvio, rallegrandosi che la Francia riconosca la necessità di "trattative approfondite" per risolvere l’"insieme delle difficoltà della relazione tra Regno Unito ed Unione europea". La cosiddetta guerra del merluzzo e delle capesante ha raggiunto proporzioni inedite la settimana scorsa, con lo scambio di accuse e veleni tra le due sponde della Manica, il sequestro del peschereccio britannico da parte dei gendarmi francesi e la convocazione al Foreign Office dell’ambasciatore francese a Londra Catherine Colonna. Il nodo su cui si continua a trattare riguarda il numero di licenze sulla pesca concesse da Londra ai pescatori francesi che Parigi considera eccessivamente ridotto, in violazione degli impegni assunti dalla Gran Bretagna nell’ambito degli accordi post-Brexit. Affermazione contestata dai britannici per i quali il 98% delle richieste dei pescatori Ue sono state accettate e per il 2% restante Londra è aperta a valutazioni. 

Venerdì nuova riunione a Bruxelles. Il vicepresidente della Commissione Ue Maros Sefcovic e il ministro britannico David Frost si incontreranno nella capitale belga per trovare una soluzione al contrasto sull’applicazione degli accordi Ue-Regno Unito relativamente ai controlli commerciali. In questo quadro si parlerà anche della pesca e delle licenze ai pescatori francesi che sta opponendo Francia e Regno Unito.