Greta Thunberg parla al World Economic Forum a Davos (Ansa)
Greta Thunberg parla al World Economic Forum a Davos (Ansa)

Stoccolma, 16 febbraio 2019 - Non si è mai troppo piccoli per fare la differenza. A 16 anni Greta Thunberg lo ha detto e dimostrato ai grandi del mondo. La ragazzina di Stoccolma, con sindrome di Asperger, che ogni venerdì salta la scuola per protesta contro i politici che non fanno abbastanza per fermare il cambiamento climatico, ha convinto migliaia di studenti a seguire il suo esempio. 

Da Melbourne a Bruxelles, da Berlino a Londra e negli ultimi tempi anche in Italia, cresce di settimana in settimana l’onda verde di teenager che si organizza sui social al grido di hashtag #fridaysforfuture e #climatestrike e si riversa nelle piazze aderendo a un collettivo ‘sciopero della scuola’. Del resto, ha spiegato Greta, "che senso ha imparare sui banchi informazioni fornite dalla scienza se poi politica e società non le considerano?". 
 
La sua protesta è partita alla ripresa delle lezioni, lo scorso 20 agosto, dopo che un’eccezionale ondata di calore aveva colpito il suo Paese, provocando disastrosi incendi boschivi. Greta ha deciso di non tornare a scuola finché il governo svedese non avesse dimostrato di rispettare l’accordo di Parigi sul clima: si è seduta ogni giorno davanti al parlamento munita di cartellone con scritto ‘sciopero della scuola per il clima’.

I suoi volantini dicevano: "Lo sto facendo perché voi adulti diate importanza al mio futuro". Finite le elezioni, ha deciso di ripetere l’iniziativa ogni venerdì e in poco tempo l’eco del suo gesto ha fatto il giro del mondo. A dicembre è stata invitata in Polonia al vertice Cop 24 delle Nazioni Unite. "Nel 2078 festeggerò il mio settantacinquesimo compleanno. Se avrò dei bambini forse un giorno mi faranno domande su di voi. Mi chiederanno come mai non avete fatto niente quando era ancora il tempo di agire. Voi dite di amare i vostri figli sopra ogni cosa, ma state rubando loro il futuro". Poche settimane dopo è salita anche sul palco di Davos al World Economic Forum.
 
"Sul clima – ha avvertito i big dell’economia mondiale – voglio che andiate nel panico, dovreste agire come se la vostra casa fosse in fiamme". L’urgenza di agire invocata da Greta, che nel frattempo ha collezionato quasi 500mila follower tra Twitter e Instagram, ha mobilitato gli studenti del pianeta. Lo scorso venerdì solo in Germania hanno scioperato in trentamila. In Australia il primo ministro è stato costretto a chiedere agli studenti di tornare a scuola. Ma se la rete dei ‘Fridays for future’ è un movimento spontaneo che nasce dal basso, senza bandiere, anche in politica, qualcosa, si sta muovendo. 

Molti partiti ambientalisti europei vivono una nuova primavera, spesso guidata da donne. Alle elezioni in Baviera i Verdi, con la leader Katharina Schulze, sono arrivati secondi ottenendo il 18%, il doppio rispetto al 2013. Nella stessa giornata si è votato in Lussemburgo, e per le amministrative in Belgio: anche qui l’avanzata ecologista è stata netta. Amsterdam da quest’estate ha la prima sindaca donna, Femke Halsema, dei ‘Verdi di sinistra’. Un’onda green che potrebbe affermarsi alle prossime europee come alternativa ai sovranisti.