Roma, 21 agosto 2021 - Un muro lungo 40 chilometri. Niente di meno di barriera alla frontiera con la Turchia, con tanto di nuovo sistema di sorveglianza. Perché? Per bloccare il possibile afflusso di migranti, dopo la riconquista dell'Afghanistan da parte dei talebani. E' quanto ha annunciato la Grecia, comunicando oggi di aver completato la costruzione del muro, secondo quanto riferisce la Reuters.

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Dalla capitale, da Atene, hanno fatto sapere che le forze di sicurezza sono in allerta per impedire il ripetersi della crisi migratoria del 2015, quando quasi un milione di persone, principalmente dal Medio Oriente, varcarono il confine greco con la Turchia.

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E il ministro per la Protezione dei cittadini, Michalis Chrisochoidis, ha detto chiaramente che "non possiamo aspettare, passivamente, il possibile impatto" della crisi afghana". A margine di una visita nella regione di Evros, con il ministro della Difesa e il capo di stato maggiore, ha assicurato che "i nostri confini rimarranno sicuri e inviolabili", spiegando che l'estensione della recinzione esistente di 12,5 chilometri è stata completata negli ultimi giorni. 

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Non solo. Perché insieme a muro è stato anche portato a termine un sistema di monitoraggio elettronico automatizzato ad alta tecnologia. Insomma, l'obiettivo è chiaro. E ieri la questione migranti è stata al centro di una telefonata tra il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, e il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. Il leader di Ankara ha sottolineato che l'Afghanistan e l'Iran - una via chiave per gli afghani verso Turchia - dovrebbero essere sostenuti o una nuova ondata migratoria sarà "inevitabile".

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