Riad, 12 ottobre 2018 - Il giallo sul caso Khashoggi, il giornalista scomparso nel consolato saudita a Instabul, sembra essere arrivato a una svolta. Dopo le rivelazioni choc di fonti investigative turche secondo le quali il reporter saudita sarebbe stato trucidato con una motosega da un commando di 15 persone, questa mattina il governo turco ha riferito a funzionari statunitensi di essere in possesso di registrazioni audio e video che provano che Jamal Khashoggi è stato ucciso all'interno del consolato saudita. Così riferisce il Washington Post. In particolare, un audio confermerebbe i particolari più raccapriccianti della vicenda: "Si può sentire la sua voce, si può sentire come è stato interrogato, torturato e ucciso", ha detto una fonte al giornale americano. E ancora, "si possono sentire la sua voce e quelle degli uomini che parlano arabo mentre lo picchiano".

LE INDAGINI - La Turchia, che ha accusato l'Arabia Saudita di aver assassinato Khashoggi, ha aperto un'indagine sulla scomparsa del giornalista, un caso sul quale l'Onu vorrebbe "un'inchiesta internazionale", approfondita e trasparente. Una collaborazione che anche Donald Trump ha detto di sostenere, ma che Ankara ha smentito. "Non è vero che gli Usa hanno assegnato a investigatori il compito di indagare su Khashoggi", ha sottolineato una fonte diplomatica turca dopoché il presidente degli Stati Uniti aveva detto: "I nostri investigatori stanno lavorando con la Turchia". Intanto l'ambasciatore saudita in Gran Bretagna, che si è detto "preoccupato" ai microfoni della Bbc per la vicenda, ha aggiunto comunque che "sarebbe prematuro commentare" prima di conoscere i risultati finali dell'inchiesta. 

CHI E' KHASHOGGI - Jamal Khashoggi è un ex consigliere del governo, andato in esilio negli Stati Uniti l'anno scorso per timore di un possibile arresto a seguito delle critiche mosse ad alcune decisioni del principe ereditario saudita, e ministro della Difesa, Mohammed bin Salman. Editorialista del Washington Post, Khashoggi è scomparso dopo essere entrato martedì al consolato saudita di Istanbul per formalità relative al suo matrimonio. Le autorità saudite affermano che il dissidente è uscito dal consolato. La compagna, che lo aspettava fuori, dichiara di non averlo più visto.