La ministra Merlene Schiappa con Brigitte Macron (Lapresse)
La ministra Merlene Schiappa con Brigitte Macron (Lapresse)

Parigi, 11 gennaio 2019 - Gilet gialli, scintille tra Francia e Italia. Il governo  francese arriva a ipotizzare l'intervento di "potenze straniere" nel finanziamento del movimento dei gilet gialli, puntando indirettamente il dito sull'Italia dopo la presa di posizione di Di Maio a sostegno della protesta. Intanto, dopo la presa di distanza dai grillini della moderata Jacline Mouraud, anche il 'falco' del movimento transalpino Eric Drouet cambia idea e al leader M5s dice: non vogliamo aiuti politici. Cosa che rende complicato il progetto dei 5 Stelle di trovare un partner di peso per creare un fronte anti-establishment alle elezioni Europee di maggio.

Intanto la Francia si prepara al nono week-end consecutivo di manifestazioni contro il "presidente dei ricchi" (e sabato prossimo i gilet gialli si sono dati appuntamento a Bourges, nel cuore della Francia), ma si attendono scontri anche nella capitale. 

LE ACCUSE DI SCHIAPPA - A dar fuoco alle polveri ieri è stata accesa la ministra francese all'Eguaglianza di genere, Marlène Schiappa, fedelissima del presidente Macron. "La mia domanda è: chi finanzia le violenze? Chi finanzia i casseur?", si è chiesta parlando a France Inter ed evocando "potenze straniere, tra cui l'Italia, viste le posizioni di certi responsabili italiani": un riferimento più che esplicito agli ultimi commenti di Di Maio e Salvini, che hanno accusato Macron di governare contro il suo popolo.

IL RIFIUTO DI DROUET - "Signor Luigi Di Maio, rifiutiamo il suo aiuto". E' il messaggio che Eric Drouet, uno dei leader del movimento dei gilet gialli, invia a Luigi Di Maio dalla pagina Facebook 'La France en colere'.  "I gilet gialli hanno dato vita a un movimento apolitico sin dall'inizio, in caso contrario non sarebbe quello che è oggi - scrive Drouet - Rifiuteremo qualsiasi aiuto politico, non importa da dove provenga! Rifiutiamo il suo aiuto. Abbiamo iniziato da soli, finiremo da soli", conclude, firmando il messaggio 'i gilet gialli'.

Una doccia fredda per il vicepremier grillino, che ieri aveva annunciato un incontro nelle prossime settimane proprio con Drouet, sottolineando che le rivendicazioni dei gilet gialli "sono nella legge di Bilancio che abbiamo appena approvato", mentre al contrario "in Francia devono scendere in piazza".

DI MAIO: MACRON LI FINANZIA POLITICAMENTE - Ed ecco che arriva la replica di Di Maio. "Capisco l'intervento di ieri di uno degli esponenti, perché se un ministro del governo Macron inizia a fare complottismo, dicendo che altre nazioni stanno finanziando il movimento dei gilet gialli", a quel punto "è necessario che quel movimento si debba smarcare: a quel ministro vorrei spiegare che i gilet gialli li sta finanziando, politicamente, il governo Macron, con le assurdità che sta facendo, afferma il vicepremier, che aggiunge: "Resta fissato, nei prossimi giorni, l'appuntamento con alcuni dei gilet gialli per capire le loro intenzioni, a livello europeo". 

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WEEKEND 'CALDO' -  Le forze dell'ordine francesi si attendono una mobilitazione "più forte" di quella della settimana scorsa e un "atteggiamento più radicale" dei manifestanti domani a Parigi, dove i gilet gialli insceneranno 'l'atto nono' della loro protesta, dichiara il prefetto di polizia della capitale francese Michel Delpuech. Per domani è previsto dunque un dispositivo di sicurezza eccezionale, con un livello pari a quello di metà dicembre: 80mila poliziotti e gendarmi mobilitati in tutta la Francia, 5mila a Parigi, con 14 blindati su ruota della gendarmeria.

"Riteniamo da una parte che la mobilitazione sarà più forte di quella di sabato scorso e dall'altra che l'atteggiamento all'interno dei gruppi che vi parteciperanno sarà più radicale, con maggiore tentazione di ricorrere alla violenza", ha affermato su CNews. "Settimana dopo settimana osserviamo una deriva verso comportamenti sempre più violenti", ha aggiunto. Secondo il prefetto, obiettivo degli autori di queste violenze, di fatto attribuite a 'piccoli gruppi' sono in primo luogo "i luoghi del potere".