Alluvioni in Giappone (Ansa)
Alluvioni in Giappone (Ansa)

Tokyo, 10 luglio 2018 - I soccorritori giapponesi continuano a lottare contro la devastazione lasciata dalle tremende alluvioni che hanno flagellato l'ovest del Paese. Purtroppo, anche se la speranza è l'ultima a morire, diminuiscono le possibilità di trovare superstiti tra le macerie, dove il fango è diventato terra secca. L'ultimo bilancio, ma ancora provvisorio, parla di 156 morti in seguito alle alluvioni. 

All'appello mancano, fanno sapere le autorità, almeno una decina di persone, lo ha dichiarato da Yoshihide Suga, il portavoce dell'esecutivo. I media invece sostengono che il numero dei dispersi è di molto superiore, forse 59. "I 75mila tra poliziotti, pompieri, soldati delle Forze di autodifesa (l'esercito del Giappone, ndr) e la guardia costiera fanno del loro meglio" ha sottolineato Suga.  

Finita la pioggia, il sole cocente, con temperature superiori ai 35 gradi all'ombra, spinge ad velocizzare le ricerche dei vivi e dei morti. Dovrebbero "durare almeno una settimana", ha aggiunto Suga. Ma "c'è la massima allerta" di fronte al rischio di insolazione e ai colpi di calore, senza parlare di possibili nuovi smottamenti di terreno.

Le alluvioni hanno messo in ginocchio anche parte dell'economia del Paese, e influito sugli impegni di governo. Le forti inondazioni stanno creando non pochi problemi anche al sistema industriale, in particolare il settore automobilistico. La Mitsubishi Motors Corp. ha sospeso la produzione nella sua fabbrica di Okayama a causa dell'impossibilità di rifornire con componenti le linee di montaggio. Stesso problema per la Daihatsu Motor Co.,  marca della Toyota Motor Corp, che ha fermato gli impianti di Osaka e Kyoto. Le ha seguite la Mazda Motor Corp. che ha sospeso l'attività durante il weekend nell'unità produttiva di Hiroshima.

Inoltre le piogge hanno anche costretto, a livello politico, al rinvio della firma dell'Accordo di libero scambio tra l'Unione europea e il Giappone. La sigla dell'accordo, che entrerà in vigore ufficialmente nel 2019, non solo è stata posticipata da domani a martedì 17 luglio, ma anche spostata da Bruxelles a Tokyo, per consentire al primo ministro giapponese Shinzo Abe di poter seguire l'emergenza. Annullato anche un tour internazionale di Abe, che avrebbe dovuto far tappa in Belgio, Francia, Arabia Saudita ed Egitto.