New Delhi, 7 febbraio 2021 - Si aggrava il bilancio dell'esondazione causata dal parziale crollo di un ghiacciaio nell'Uttarakhand, nel nord dell'India, a ridosso nell'Himalaya. Secondo l'ultimo bilancio fornito alla Dpa dal capo della polizia dell'Uttarakhand, Ashok Kumar, finora sono stati recuperati 26 morti, mentre 171 persone risultano ancora disperse nel distretto di Chamoli. Si ritiene che la maggior parte delle vittime siano lavoratori delle centrali elettriche, mentre sono invece 25 le persone che sono state soccorse.  

Le acque alluvionali che trasportano pezzi di ghiacciaio dalla valanga hanno danneggiato due centrali idroelettriche e cinque ponti, spazzando via strade e case, costringendo le autorità a evacuare i villaggi della regione. Almeno 34 lavoratori sono rimasti intrappolati in un tunnel lungo 2,5 chilometri interrotto dalle inondazioni e da fango e rocce, ha detto il ministro dell'Energia RK Singh. "Abbiamo liberato circa 70 metri nel tunnel'', ma ''non è stata stabilita alcuna comunicazione con loro", ha detto Singh.

Ghiacciaio dell'Himalaya precipita in un fiume e causa inondazione

Con la strada principale spazzata via, i soccorritori hanno dovuto scalare il fianco di una collina con le corde per raggiungere l'ingresso. E stanno usando macchinari pesanti per rimuovere tonnellate di rocce. "Se questo incidente fosse accaduto la sera, dopo l'orario di lavoro, la situazione non sarebbe stata così grave in quanto "gli operai sarebbero stati a casa", ha detto il premier Trivendra Singh Rawat.

Ghiacciaio Himalaya: il video choc dall'Uttarakhand

Alle operazioni di salvataggio stanno partecipando oltre 2.000 fra poliziotti e militari. Le cause del disastro rimangono ancora poco chiare. Gli scienziati oggi hanno raggiunto l'area del disastro e sono al lavoro per ottenere maggiori informazioni. Oltre agli effetti del cambiamento climatico, gli attivisti locali hanno anche preso di mira le numerose costruzioni di dighe e infrastrutture idroelettriche lungo i fiumi e le montagne dell'Uttarakhand, che sostengono stiano destabilizzando la fragile regione dell'Himalaya dal punto di vista ecologico e provocando eventi meteorologici più estremi. Nell'area ci sono 550 dighe e impianti idroelettrici, un altro centinaio sono in costruzione.