L'Assemblea Generale Onu (Ansa)
L'Assemblea Generale Onu (Ansa)

Roma, 21 dicembre 2017 - L'Assemblea generale dell'Onu ha votato contro la decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale "una e indivisibile" di Israele. Ha votato contro lo strappo degli Usa la netta maggioranza dell'Assemblea: 128 Paesi, tra cui Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania e Spagna, mentre in 9 hanno votato a favore e 35 si sono astenuti. I Paesi schierati con Trump sono: Guatemala, Honduras, Isole Marshall, Micronesia, Nauru, Palau, Togo e ovviamente Israele e Stati Uniti. Tra i 35 astenuti: Australia, Canada, Argentina, Polonia, Romania, Filippine e Colombia.

La risoluzione è stata presentata da Yemen e Turchia, dopo la bocciatura di un testo simile presentato giorni fa dall'Egitto in Consiglio di Sicurezza e bocciato a causa del veto Usa. Nell'Assemblea generale nessuno dei 193 Stati rappresentati possiede il diritto di veto, a differenza del Consiglio di sicurezza dove i membri permanenti - Cina, Francia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti - possono bloccare qualsiasi risoluzione. Il voto dell'Assemblea Generale, a differenza di quelli del Consiglio di Sicurezza non è dunque in alcun modo vincolante ma ha una forte impatto politico. Nel testo della risoluzione si chiede che tutti gli stati rispettino le precedenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza (ben 10 dal 1967) secondo cui lo status finale di Gerusalemme può essere deciso solo nell'ambito di negoziati diretti tra israeliani e palestinesi. Ogni altra decisione - si spiega - deve quindi essere considerata non valida.

USA - Durissima la reazione degli Stati Uniti. "Non ci dimenticheremo di questo voto", ha minacciato l'ambasciatrice americana all'Onu, Nikki Haley. Nei giorni scorsi Haley aveva gia' annunciato "prendere i nomi" di chi voterà contro gli Stati Uniti.

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ABU MAZEN - "Questa decisione ribadisce ancora una volta che la giusta causa palestinese gode del sostegno della comunità internazionale e che nessuna decisione da qualsiasi parte può cambiare la realtà: Gerusalemme è un territorio occupato in base alla legge internazionale", ha detto il portavoce del leader palestinese Abu Mazen, Nabil Abu Rudeineh. "Continueremo i nostri sforzi all'Onu e nelle organizzazioni internazionali per mettere fine all'occupazione e stabilire il nostro stato di Palestina con Gerusalemme est capitale", ha concluso.

NETANYAHU - Poche ore prima del voto il premier israeliano Benyamin Netanyahu aveva definito l'Onu "La casa delle bugie". "La città - ha spiegato parlando di Gerusalemme all'inaugurazione di un ospedale nel sud di Israele - è la capitale di Israele, che l'Onu la riconosca o no. Ci sono voluti 70 anni prima che gli Usa la riconoscessero come tale, e ci vorranno anni anche per l'Onu". Il primo ministro si è poi detto soddisfatto per il numero dei Paesi che non hanno votato la risoluzione Onu. "In Israele - ha commentato - rigettiamo questa decisione dell'Onu e sottolineiamo con soddisfazione che un numero importante di Paesi non l'ha votata", ha affermato il premier in una nota diffusa dal governo israeliano.