Membri della famiglia di George Floyd dopo la sentenza (Ansa)
Membri della famiglia di George Floyd dopo la sentenza (Ansa)

Roma, 25 giugno 2021 - Esattamente 13 mesi dopo la morte di George Floyd, il 25 maggio dello scorso anno a Minneapolis, è stato condannato a 22 anni e mezzo di prigione Derek Chauvin, l'ex poliziotto riconosciuto colpevole ad aprile di aver ucciso l'afroamericano, soffocandolo con il ginocchio premuto sul collo per nove minuti e mezzo. Ad annunciare la condann il giudice Peter Cahill, spiegando che alla sua decisione è allegato un memorandum di 22 pagine per spiegare le sue motivazioni: "La mia decisione non è basata sulle emozioni, e non vuole inviare alcun messaggio".

 "Vogliamo la massima pena", avevano chiesto il fratello e il nipote di George Floyd, Terrence Floyd e Brandon Williams. "Gli direi che mi manca e che gli voglio bene", aveva invece affermato prima dell'udienza Gianna Floyd, la figlia di sette anni di George, collegata via video con l'aula di tribunale.

Derek Chauvin (Ansa)

La storia

"I can't breath!", non riesco a respirare, aveva ripetuto per oltre 20 volte Floyd, fermato e immobilizzato da quattro agenti per una sospetta banconota falsa da 20 dollari, implorando il poliziotto bianco, come ha mostrato il video dell'omicidio che ha shoccato l'America e il resto del mondo, provocando l'enorme ondata di protesta di Black Lives Matter che ebbe nel grido disperato di Floyd il suo slogan.

A girare il video, con il suo telefonino, è stata una teenager, Darnella Fraizier, 17enne all'epoca dei fatti, che recentemente ha ricevuto il riconoscimento del premio Pulitzer per "aver coraggiosamente registrato l'assassinio di George Floyd, sottolineando il ruolo cruciale dei cittadini giornalisti nella ricerca della verità e della giustizia". Proiettato durante il processo a Chauvin, il video è stata la prova più schiacciante e incontrovertibile che ha portato lo scorso 30 aprile alla condanna dell'ex poliziotto per tutti e tre i capi di imputazione di omicidio. 

Il processo

La sentenza per Chauvin però non chiude il caso Floyd, non solo per il prevedibile appello che verrà presentato dall'ex agente, ma anche perché devono essere ancora processati gli altri tre ex agenti - Thomas Lane, J. Kueng e Tou Thao - che parteciparono all'arresto, senza fare nulla per fermare Chauvin e per questo sono stati accusati di complicità nel suo omicidio.

Il processo del Minnesota doveva iniziare in estate ma è stato rimandato a marzo, perché intanto un grand jury federale ha rinviato a giudizio Chauvin e gli altri tre agenti per violazione dei diritti civili di Floyd. E quindi nel processo federale che si svolgerà nei prossimi mesi, Chavin, che è anche accusato di aver violato i diritti civili di un 14enne arrestato nel 2017, potrebbe ricevere un'ulteriore condanna.

Biden: "Sentenza sembra appropriata"

"Non ho tutti i dettagli" ma la "condanna sembra appropriata". Così il presidente statunitense Joe Biden commenta la condanna a 22 anni e mezzo di carcere inflitta all'ex agente Derek Chauvin per l'uccisione di George Floyd. Biden ha rilasciato questa dichiarazione a margine dell'incontro alla Casa Bianca con i leader afghani.