Il ministro Paolo Gentiloni - LaPresse
Il ministro Paolo Gentiloni - LaPresse

Londra, 22 gennaio 2015  - Slitta ancora - a mercoledì prossimo - il Cdm sulle norme contro terrorismo. Fonti di governo sottolineano che la parte del decreto che riguarda le missioni internazionali sarebbe ancora in via di definizione.Intanto dal vertice anti-Isis di Londra il ministro Gentiloni ammette la possibilità di infiltrazioni. La Lega va all'attacco mentre a Catania è stato fermato un albanese: aveva foto che lo ritraevano con un kalashnikov. In Libia si teme il rapimento di un medico italiano di cui non si sa nulla dal 6 gennaio.

GENTILONI - Per quanto riguarda gli jihadisti in Italia, "certamente oggi i rischi di infiltrazione sono notevoli": è il monito del ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, a Londra per partecipare al consiglio ristretto del fronte internazionale contro la minaccia dell'Isis. Il rischio di infiltrazione legato all'immigrazione, ha aggiunto il titolare della Farnesina, è anche "per il richiamo dei simboli della cristianita'' in Italia". Sul fronte del contrasto "per fortuna gli apparati di sicurezza funzionano", ha detto Gentiloni incontrando i giornalisti, "ma questo non ci consente di abbassare la guardia".

UN ITALIANO SPARITO IN LIBIA: FORSE RAPITO  - La Farnesina è all'opera sul caso di un cittadino italiano dichiarato come "irreperibile" in Libia. "Seguiamo il caso con il riserbo che è consueto in queste situazioni", ha aggiunto. Si tratterebbe di un medico. Intanto la procura di Roma ha aperto un fascicolo sul medico scomparso. L'uomo - si è appreso - è il settantenne Ignazio Scaravilli, catanese, e di lui non si sa più nulla dal pomeriggio del 6 gennaio scorso. Il fascicolo aperto dal pm Sergio Colaiocco, contro ignoti, è per sequestro di persona con finalità di terrorismo. 

NON CONFONDERE ISIS CON IMMIGRAZIONE  - "Sul piano politico e culturale, un grande Paese democratico non può avallare nessuna confusione fra fenomeni terroristici e fenomeni migratori": lo ha detto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni. "Sarebbe un errore culturale e anche tecnico", ha aggiunto il capo della diploazia italiana, "ma questo non esclude che i nostri apparati di sicurezza non debbano tenere d'occhio certe forme di immigrazione. Ogni tanto - ha continuato - ci sono allarmi per alcuni tipi di immigrazione". 

VALUTEREMO LEGGE SU COOPERANTI ALL'ESTERO - Riguardo a una legge che regolamenti la presenza di cooperanti e altri operatori in teatri di guerra, "valuteremo se ci saranno proposte": lo ha riferito il ministro degli Esteri parlando all'ambasciata italiana a Londra. Il titolare della Farnesina ha però precisato che gli è "difficile commentare su un'audizione", quella del direttore del Dis, Giampiero Massolo, mercoledì al Copasir, "che doveva essere riservata". 

Durante l'audizione al Copasir erano state auspicate nuove norme per chiunque vada all'estero per missioni in Paesi in guerra o particolarmente pericolosi, anche alla luce del caso delle due giovani volontarie italiane rapite a luglio in Siria e liberate la settimana scorsa. "Questo è anche un problema di informazione e di responsabilità", ha osservato Gentiloni il titolare della Farnesina, "ma è evidente che il ministero degli Esteri rappresenta bene la situazione" delle varie aree del mondo. "Ci sono Paesi dove non si può andare, Paesi dove ci sono situazioni di rischio e dove bisogna stare attenti e Paesi dove si può andare tranquillamente", ha ricordato il ministro, "questo deve comportare grande chiarezza di norme. Poi, chiaro, lo Stato interviene". 

RIUNIONE ANTI ISIS CON 21 MINISTRI  - Riunione a Londra dei 21 ministri degli Esteri della coalizione anti-Isis in formato ristretto, alla quale partecipano il segretario di Stato Usa, John Kerry, e il titolare della Farnesina, Paolo Gentiloni. Sono rappresentanti anche varie organizzazioni come l'Ue e l'Onu. A Lancaster House, a pochi passi da Buckingham Palace, si incontreranno i capi delle diplomazie dei Paesi occidentali e arabi più coinvolti nella lotta agli jihadisti dello Stato islamico, a cui aderisce una sessantina di Paese. I risultati verranno poi presentati in una conferenza stampa al Foreign Office britannico. In particolare, saranno presenti i ministri degli Esteri di Usa, Regno Unito, Australia, Bahrein, Belgio, Canada, Danimarca, Egitto, Francia, Germania, Iraq, Italia, Giordania, Kuwait, Norvegia, Paesi Bassi, Qatar, Arabia Saudita, Spagna, Turchia, Emirati Arabi. Il ministro Gentiloni, dopo la riunione, tornerà subito in Italia, per la riunione del Consiglio dei ministri che discuterà appunto di terrorismo, missioni internazionali e progetti di cooperazione. 

ARRESTATO ALBANESE ALL'AEROPORTO DI CATANIA: AVEVA FOTO ALLO STUDIO DELL'ANTI TERRORISMO. MILANO, MINACCE: SI CERCA MAGHREBINO

SALVINI: ORA BLOCCO DI TRITON E DEGLI SBARCHI  - "Il ministro Gentiloni sul terrorismo: 'Rischio infiltrazioni da immigrazione'. Dichiarazioni gravissime, che meritano immediate spiegazioni in Parlamento, il blocco di Triton e di ogni nuovo sbarco". Così il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini.

OO7 E DETENUTI - Gli uomini dell'intelligence potranno avere colloqui con detenuti. Lo indica la bozza del pacchetto antiterrorismo che andrà in Consiglio dei ministri mercoledì prossimo. Proprio le carceri sono uno dei luoghi da monitorare con attenzione, nelle valutazioni dei servizi, per prevenire la minaccia jihadista. Ma la legge 124 del 2007 vieta oggi agli 007 l'ingresso nelle carceri. Il sottosegretario con delega ai servizi Marco Minniti, ha proposto quindi un articolo per superare questo divieto.