Baghdad, 3 gennaio 2020 - Altissima tensione in Medio Oriente dopo che gli Stati Uniti, con un raid sull'aeroporto di Baghdad, hanno ucciso il generale iraniano Soleimani, capo delle forze d'elite delle Guardie della Rivoluzione. Il generale è stato ucciso "in un attacco di precisione con un drone", l'MQ-9 Reaper, originariamente conosciuto come Predator B. Il Pentagono ha fatto sapere che l'attacco è stato deciso da Trump perché l'alto ufficiale voleva uccidere diplomatici americani. Una mossa che è destinata però ad avere conseguenze sui delicati equilibri nell'area. L'Iran ha subito reagito parlando di "atto di terrorismo" e minacciando ritorsioni. Il generale Esmail Qaani è stato subito nominato nuovo comandante della Forza Qods dei Pasdaran, che hanno invitato gli Usa a "comprare bare per i loro soldati". E gli Stati Uniti si sono detti pronti a inviare altri 3.500 soldati in Medio Oriente, preallertando anche le loro truppe di stanza a Vicenza che potrebbero essere dispiegate in Libano a difesa dell'ambasciata Usa a Beirut. Si tratta - riferiscono i media americani - di un numero di militari che va da 130 a oltre 700 unità. 

E mentre in piazza a Teheran esplode la protesta, l'ambasciata Usa invita gli americani a "lasciare immediatamente" l'Iraq. Mosca attacca: "Bombardato l'accordo nucleare". Da parte sua la Farnesina si dice "molto preoccupata" e "chiede "moderazione e "responsabilità" per evitare "gravi conseguenze sull'intera regione", mentre il ministro della Difesa Guerini ha innalzato le misure di sicurezza dei contingenti dove operano i soldati italiani. Anche il ministro degli Esteri Di Maio si è detto "fortemente preoccupato" per la "pericolosa escalation". Intanto i dipendenti delle compagnie petrolifere statunitensi che lavoravano nei giacimenti iracheni hanno lasciato il Paese alcune ore dopo il raid, come raccomandato dal governo americano. 

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L'attacco voluto da Trump, Soleimani riconosciuto dall'anello

Il raid americano è scattato in piena notte all'aeroporto di Baghdad: oltre al generale iraniano Qassem Soleimani, una delle figure chiave della strategia iraniana in Medio Oriente, sono state uccise almeno altre sette persone. L'ordine di uccidere Soleimani è partito dal presidente Trump, come affermato dal Pentagono che ha sottolineato che il raid punta a essere un deterrente per futuri piani di attacco iraniani. Soleimani, capo delle forze d'elite delle Guardie della Rivoluzione, si trovava in auto all'aeroporto di Baghdad quando è stato colpito e ucciso. Secondo gli Stati Uniti stava organizzando nuovi attacchi contro Washington. Il corpo del generale iraniano sarebbe stato identificato grazie all'anello d'argento con incastonata una grossa pietra rossa che solitamente indossava il capo della Forza Quds. 

L'Iran promette vendetta

L'Iran promette di vendicare la morte del generale Soleimani "nel momento e nel luogo più opportuni". La guida suprema iraniana Ali Khamenei ha detto che "una dura vendetta attende i criminali, le cui mani nefaste sono insanguinate con il sangue di Soleimani". Non si è fatta attendere la reazione della piazza di Teheran, dove decine di migliaia di persone sono scese in strada per protestare contro quelli che definiscono i "crimini" degli Stati Uniti. Gridando slogan come "morte all'America" e con in mano poster che ritraggono Soleimani, i manifestanti hanno riempito le strade di diversi isolati al centro di Teheran, dopo le preghiere del venerdì. "L'atto degli Usa di terrorismo internazionale, che ha preso di mira e assassinato il generale Soleimani, la forza più efficace nella lotta a Daesh (Isis), al Nusrah e al Qaeda, è estremamente pericoloso e rappresenta un'incosciente escalation", twitta il ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif, dopo il raid Usa a Baghdad. "Gli Usa hanno la responsabilità di tutte le conseguenze di questo avventurismo da furfanti", ha concluso.

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Le parole di Khamenei

La guida suprema iraniana Alì Khamenei ha annunciato una terribile "vendetta" contro gli Stati Uniti, decretando tre giorni di lutto nazionale. "Il martirio è la ricompensa per il suo instancabile lavoro di tutti questi anni... A Dio piacendo, la sua opera e il suo cammino non si fermeranno qui e una vendetta implacabile attende i criminali che si sono sporcati le mani con il suo sangue e con quello degli altri martiri", ha dichiarato su Twitter in farsi Khamenei. 

Già nominato il successore di Soleimani

Intanto l'Iran ha già nominato il successore del generale: il nuovo capo della Forza Quds, il corpo d'elite dei pasdaran, è Esmail Qaani, nominato da Khamenei. Qaani, ha sottolineato l'ayatollah, "è uno dei comandanti più decorati" nella guerra contro l'Iraq combattuta tra il 1980 e il 1988. "Gli ordini per la Forza Quds rimandano esattamente quelli che erano durante il comando del martire Soleimani," ha sottolineato Khamenei, che ha chiesto ai componenti dell'unità speciale "di essere presenti e di collaborare con il generale Qaani", al quale ha augurato "divina prosperità, accettazione e guida". 

Morte Soleimani, congresso Usa diviso

Reazioni contrastanti da parte del Congresso americano alla notizia del raid. Il senatore repubblicano Lindsey Graham ha scritto su Twitter: "Il prezzo da pagare per uccidere e attaccare gli americani è salito drasticamente". Un altro conservatore, Tom Cotton, veterano in Iraq e Afghanistan, ha parlato della morte del generale iraniano definendola un "atto di giustizia": "Lui ha avuto ciò che ha riccamente meritato. E tutti i soldati americani che sono morti per mano sua hanno avuto ciò che meritavano: giustizia". 
I rappresentanti democratici, oltre a definire Soleimani un criminale, hanno chiesto se l'attacco aereo "rappresenti una corsa verso una guerra" su cui il Congresso non è stato consultato. "L'attuale autorizzazione della forza - ha commentato il senatore democratico Richard Blumenthal - in nessuno modo copre anche una possibile nuova guerra. Questo passo potrebbe portare a un conflitto che può durare decenni".

Trump: il suo regno di terrore è finito

Dal canto suo il presidente Usa prima ha twittato una bandiera degli Stati Uniti e poi ha scritto: Soleimani "ha ucciso o ferito gravemente migliaia di americani durante un lungo arco di tempo e stava complottando per ucciderne molti altri... ma è stato preso!". "Doveva essere fatto fuori molti anni fa!". E ancora: "Il suo regno di terrore è finito", assicurando che il generale iraniano preparava altri attacchi. 

Poi il presidente Usa ha chiarito: "Non abbiamo ucciso Soilemani per un cambio di regime o per iniziare la guerra. Ma siamo pronti a qualunque risposta sia necessaria", sottolineando come "il futuro dell'Iran appartiene al popolo che vuole la pace, non ai terroristi".

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La preoccupazione dell'Onu

"Questo è un momento in cui i leader devono esercitare la massima moderazione, il mondo non può permettersi un'altra guerra nel Golfo", ha detto il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, che ha "costantemente sostenuto la necessità di una de-escalation nel Golfo" ed è "profondamente preoccupato per la recente escalation".

Russia: l'Iran potrebbe accelerare il nucleare

La Russia teme che l'uccisione di Soleimani possa velocizzare lo sviluppo di armi nucleari da parte di Teheran, sottolinea Konstantin Kosachev, capo della Commissione Esteri al Senato russo, avvertendo che "l'ultima speranza di risolvere il problema del programma nucleare è stato bombardato". "L'Iran potrebbe accelerare la produzione di armi nucleari anche se inizialmente non aveva intenzione di farlo", ha aggiunto. 
Insomma, la mossa Usa per la Russia è "il peggior scenario possibile", anche perché la reazione della Repubblica islamica non tarderà ad arrivare. Il presidente della Commissione Esteri della Duma, Leonid Slutsky, non ha escluso che il Consiglio della Sicurezza Onu possa tenere una riunione sull'accaduto. "L'uccisione illegale di Soleimani è una barbara provocazione da parte degli Usa e porterà solo a una escalation di tensione nella regione". "L'America ha oltrepassato la linea rossa e questa volta le ripercussioni potrebbero essere molto serie", ha sottolineato Slutsky, invitando però Teheran "a evitare ulteriori passi che possano portare a un peggioramento della situazione nella regione e ad agire nel quadro della legge".

Soleimani, gli iracheni ballano in strada

Il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, ha pubblicato su Twitter un video di 22 secondi in cui - a suo dire - si vedono iracheni in festa per strada, dopo l'annuncio della more del potente generale iraniano. "Gli iracheni", scrive Pompeo, nel tweet, "danzano nelle strade per la libertà, grati che il generale Soleimani non c'è più".

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