Bombardamenti su Gaza (Ansa)
Bombardamenti su Gaza (Ansa)
Gerusalemme, 15 luglio 2014 Dopo una tregua durata solo alcune ore, Israele ha ricominciato i bombardamenti sulla Striscia di Gaza. Israele questa mattina aveva infatti accettato una proposta egiziana di cessate-il-fuoco con Hamas che era stata poi respinta dal movimento islamista palestinese. 
 
IL BILANCIO DELLE VITTIME - Intanto il bilancio delle vittime palestinese era continuato ad aumentare nel corso della notte, prima della sospensione dei raid israeliani, arrivando ad almeno 197 morti e 1400 feriti. E si registra anche la prima vittima israeliana: u n civile israeliano rimasto ucciso al valico di Erez (fra Israele e Gaza) da un colpo di mortaio sparato dalla Striscia. In serata due raid aerei israeliani, uno a Rafah e l'altro a Johr al Deq, hanno causato altri tre morti palestinesi nella striscia di Gaza. 
 
L'IRA DI NETANYAHU - "Hamas pagherà il prezzo per la decisione di continuare l'escalation", ha affermato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ricordando che "chiunque cerchi di danneggiare Israele sarà a sua volta colpito. Eravamo pronti a risolvere diplomaticamente questa (conflitto) ma Hamas non ci ha lasciato altra scelta". Israele dunque estenderà la propria offensiva contro Hamas nella Striscia di Gaza: " Hamas ha deciso di continuare la campagna e pagherà il prezzo di questa decisione", ha detto il premier. "Avremmo preferito una soluzione diplomatica, ma Hamas non ci ha lasciato altra scelta se non quella di espandere l'operazione contro di loro. Se non c'è cessate il fuoco, c'è fuoco", ha aggiunto.
Il premier Benyamin Netanyahu ha poi  licenziato in tronco stasera il viceministro della difesa Dany Danon (Likud) dopo che aveva criticato il sostegno israeliano alla iniziativa egiziana per un cessate il fuoco e aveva perorato una linea più rigida. Netanyahu ha qualificato come "irresponsabile" il comportamento di Danon e ha sostenuto che è stato sfruttato da Hamas. "Mi sarei atteso che si dimettesse. Non lo ha fatto e allora l'ho sollevato dall'incarico", ha affermato il premier. 
 
L'esercito israeliano ha chiesto a 100mila persone nel nord e nell'est della Striscia di Gaza di evacuare le loro case. Lo riporta Ynet, citando fonti militari secondo cui i palestinesi hanno ricevuto dei messaggi in proposito.
 
ISRAELE RIPRENDE I RAID -   La tregua era apparsa però subito debole. Così,  dopo che 47 razzi sono stati sparati da Gaza verso il territorio israeliano, l'aviazione militare israeliana, dopo alcune ore di sospensione delle operazioni,  ha ripreso i raid nella Striscia di Gaza.  In seguito ai ripetuti lanci di missili Netanyahu ha ordinato alle forze armate "di  agire con forza contro obiettivi terroristici a Gaza" .
 
IL NO DI HAMAS ALLA TREGUA -  Era stato il braccio armato di Hamas, le brigate Ezzedin al-Qassam, a bocciare questa mattina ogni ipotesi di tregua. "Un cessate il fuoco senza giungere a un accordo definitivo è escluso. In tempi di guerra non cessi il fuoco per negoziare in seguito", ha spiegato il portavoce Fawzi Barhoum. La proposta egiziana di tregua è stata respinta anche dal braccio armato di Hamas, le Brigate Ezzedine al Qassam, che l'hanno definita "una resa" ed hanno minacciato di intensificare le loro operazioni contro Israele.
 
RAZZI: SIRENE NEL SUD DI ISRAELE - Lo stato di allarme resta anche oggi elevato nel Sud di Israele. Le sirene risuonano ad Ashqelon e in altre località vicine alla striscia di Gaza, mentre da Gaza proseguono sporadici lanci di razzi. Non si ha notizia di vittime. Intanto restano gravi le condizioni di una beduina israeliana di circa 12 anni, colpita ieri nel Neghev dal frammento di un razzo palestinese. 
 
ABU MAZEN AL CAIRO - Domani Abu Mazen sara' al Cairo per incontrare il capo di Stato egiziano, Abdel Fattah al-Sisi. Questa sera il leader palestinese ricevera' il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, che questa mattina e' arrivata in Israele e, accompagnata dal collega, Avigdor Lieberman, si e' recata ad Ashdod, la citta' fra le piu' bersagliate dai razzi.