Gaza City, 15 maggio 2021 - Si alzano sempre più i toni della guerra scoppiata tra Israele e palestinesi. Dopo la strage di bambini a Gaza (unico superstite, un neonato) Israele ha bombardato e distrutto la torre Al Jala a Gaza city, dove hanno sede diversi media, fra cui Al Jazeera e l'agenzia stampa Associated press. Impressionanti i video - che stanno facendo il giro del web - del grattacielo colpito, che implode su se stesso e si sbriciola, scomparendo in una nuvola di polvere.

Per fortuna non ci sono vittime: le forze israeliane avevano avvertito gli occupanti dell'edificio con un'ora di anticipo sull'attacco. C'è stato anche un avvertimento con il sistema del 'roof knocking', ovvero il lancio di un razzo contro il tetto, che non ha causato seri danni.  Il Burj al-Jala, una delle prime torri di Gaza, era un edificio di 15 piani, con 60 tra appartamenti e uffici, che ospitava sedi di aziende delle comunicazioni e studi radiofonici. Durissimi i commenti di Ap e Al Jazeera ("Vogliono mettere a tacere i media"), mentre Netanyahu in una telefonata con Biden assicura: "Facciamo di tutto per non colpire persone non coinvolte".

Ap: siamo sconvolti e inorriditi

L'agenzia di stampa internazionale Ap si è detta "sconvolta e inorridita" dall'attacco israeliano che ha bombardato il palazzo dei media. "E' uno sviluppo incredibilmente inquietante. Abbiamo evitato per un soffio una terrificante perdita di vite umane. C'erano una decina di giornalisti e professionisti di Associated Press all'interno dell'edificio e per fortuna - si legge nella nota diffusa dal presidente e Ceo di AP, Gary Pruitt - siamo stati in grado di evacuarli in tempo. Il mondo saprà meno di ciò che sta accadendo a Gaza a causa di ciò che è accaduto oggi". Ap descrive così i primi momenti dopo l'inizio dell'attacco israeliano a Gaza: "Una moltitudine di fiamme rosse illuminavano il cielo mentre le esplosioni assordanti dalla periferia di Gaza City facevano svegliare le persone. I raid erano così potenti che le persone all'interno della città, a diversi chilometri di distanza, potevano essere udite urlare per la paura".

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La condanna di Al Jazeera

"Al Jazeera condanna con la massima fermezza il bombardamento e la distruzione dei suoi uffici da parte delle forze armate israeliane a Gaza e vede questo come un atto chiaro per impedire ai giornalisti di svolgere il loro sacro dovere di informare il mondo e riferire gli eventi sul campo",  afferma l'emittente del Qatar. Commentando il bombardamento del grattacielo al-Jala, Mostefa Souag, direttore generale ad interim di Al Jazeera Media Network, ha dichiarato: "Chiediamo alla comunità internazionale di condannare tali azioni barbare contro i giornalisti e chiediamo un'azione internazionale immediata per ritenere Israele è responsabile per il suo deliberato attacco ai giornalisti e alle istituzioni dei media". "Lo scopo di questo crimine atroce è mettere a tacere i media e nascondere la carneficina e la sofferenza indicibili della popolazione di Gaza", ha detto ancora Souag aggiungendo che "la distruzione degli uffici di Al Jazeera e di altri media a Gaza è una palese violazione dei diritti umani ed è internazionalmente considerata un crimine di guerra". "Chiediamo a tutti i media e alle istituzioni per i diritti umani di denunciare questo crimine atroce, e di stare con Al Jazeera egli altri media presi di mira dall'esercito israeliano, nonostante sappia che da molti anni usano l'edificio come quartier generale".

L'esercito israeliano

Da parte sua l'esercito israeliano ha confermato l'attacco alla torre al-Jala, spiegando che ospitava "risorse dell'intelligence militare di Hamas". "L'edificio - ha fatto sapere l'esercito in un comunicato rilanciato dai media israeliani - ospitava gli uffici di media civili, che Hamas usava come scudi umani". "L'organizzazione terroristica Hamas - ha denunciato Idf - piazza in modo deliberato i suoi asset militari nel cuore della popolazione civile nella Striscia di Gaza". Idf ha poi ricordato di aver avvisato "con sufficiente anticipo" di evacuare la torre prima di colpirla.

Telefonata Netanyahu-Biden

Israele "fa tutto il possibile per evitare di colpire persone non coinvolte", ha detto il premier Benyamin Netanyahu in una conversazione telefonica con il presidente Joe Biden. "La prova - ha aggiunto - è che le torri, al cui interno c'erano obiettivi terroristici, attaccate dall'esercito, sono state sgomberate dalle persone non coinvolte". Netanyahu ha aggiornato Biden "degli sviluppi e delle azioni di Israele anche future" e lo ha ringraziato per il sostegno "incondizionato al diritto dello Stato ebraico di difendersi".

In serata poi il premier israeliano ha ricordato che le ostilità sono cominciate quando Hamas ha iniziato a tirare i razzi su Gerusalemme lo scorso lunedì. Il premier ha quindi aggiunto che il conflitto durerà ancora "pochi giorni".

I razzi di Hamas sulle case

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Il sesto piano di un edificio residenziale a più piani è stato colpito ad Ashdod dopo che una massiccia raffica di razzi è stata lanciata da Gaza sabato mattina, riferisce a Kan News il funzionario della sicurezza del comune di Ashdod. Non sono stati riportati feriti. Altri due razzi hanno colpito Ashdod poco dopo, uno dei quali è atterrato in una fabbrica nel porto della città, provocando un incendio. Nessun ferito è stato riportato in tutti e tre gli incidenti. Un edificio residenziale a Beersheba è stato colpito da un razzo sabato mattina, secondo la polizia israeliana, che ha affermato che l'edificio è stato danneggiato, ma che non si sono verificati feriti. Due razzi hanno colpito case a Sderot, vicino al confine di Gaza, proprio mentre Hamas avrebbe affermato di essere pronto per un "cessate il fuoco reciproco" mentre i colpi di razzi continuavano a colpire il sud di Israele venerdì. Un razzo ha colpito direttamente una casa e ha causato ingenti danni a due altre case nel quartiere. 

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Tel Aviv: sirene e nuove esplosioni

Dopo l'annuncio di Hamas di nuovi attacchi alla mezzanotte locale, dopo le 23 italiane a Tel Aviv le sirene hanno nuovamente risuonato nella zona metropolitana. Si odono esplosioni in cielo dovute con tutta probabilità all'intercettazione dei razzi lanciati da Gaza. Abu Obeida, portavoce dell'ala militare di Hamas, aveva minacciato nuovi razzi contro Tel Aviv dopo che gli israeliani hanno distrutto la torre Al Jalaa. "Dopo il bombardamento di un edificio civile a Gaza, i residenti di Tel Aviv e del centro d'Israele devono stare attenti", aveva detto il portavoce, citato da Times of Israel.

Gli allarmi stanno suonando anche a Ashdod, Ashkelon e in Cisgiordania, secondo quanto riporta la stampa israeliana.