Tel Aviv, 17 maggio 2021 - Non si ferma la battaglia tra Israele e Hamas, che finora ha causato oltre 220 morti, tra cui 58 bambini palestinesi, e più di 1.350 feriti. Oggi una nuova selva di razzi è stata lanciata da Gaza e le sirene di allarme risuonano ad Ashkelon e ad Ashdod, dove è stato colpito un palazzo. Secondo i servizi di Pronto Soccorso, i feriti sono almeno 8. 

Notizie di nuove vittime arrivano anche dalla Striscia, oggetto - secondo quanto riferito da testimoni all'agenzia Afp - di "circa 35 attacchi in 20 minuti" nel corso della notte. L'esercito israeliano riferisce che i bombardamenti hanno distrutto 9,3 miglia (15 chilometri) della rete di tunnel sotterranei utilizzati da Hamas. Un'estensione pari a "163 campi di calcio, 46 Torri Eiffel e 34 Empire State Building", scrive su Twitter. Inoltre le forze di difesa confermano l'uccisione del comandante della Jihad Islamica nel nord della Striscia di Gaza: Hisam Abu Harbid (questo il nome) viene considerato direttamente responsabile del lancio dei missili anticarro che la scorsa settimana hanno ferito un civile israeliano.

Gaza a rischio blackout

La rete elettrica a Gaza City è stata pesantemente danneggiata, mentre la centrale che assicura la luce all'enclave palestinese ha annunciato le sue scorte di combustibile sono quasi finite e che potrebbe essere obbligata a sospendere la fornitura. In un comunicato precisa di aver già dimezzato nei giorni scorsi la produzione di corrente elettrica, ma la prolungata chiusura del valico commerciale di Kerem Shalom con Israele ha causato la completa interruzione delle forniture di combustibile. Gli abitanti di Gaza ricevono in questi giorni solo 4 ore di corrente al giorno. Fonti locali aggiungono che se la centrale fosse chiusa la parte Nord di Gaza rischierebbe un completo black out. 

Diplomazia internazionale al lavoro

Il conflitto dunque prosegue. Finora i tentativi della diplomazia internazionale non hanno prodotto alcun risultato e e il primo ministro israeliano Benjmanin Netanyahu ha ribadito che le operazioni militari dello Stato ebraico contro i movimenti islamisti nella Striscia di Gaza proseguiranno anche nelle prossime ore. Tra i più attivi nel tentativo di mediazione, l'Egitto del generale Al Sisi, la Giordania di re Abdallah e la Germania di Angela Merkel. Accorato anche l'appello di Papa Francesco, che oggi ha ricevuto una telefonata dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan affinché contribuisca a ''fermare le atrocità''.
Intanto il comitato che rappresenta i cittadini arabi in Israele ha chiesto uno sciopero generale per domani, una protesta sostenuta anche da Al Fatah, la fazione che fa capo all'attuale leader dell'Anp, Abu Mazen.