Roma, 19 dicembre 2021 - Un millenial ex leader della protesta studentesca, Gabriel Boric, 35 anni, è il nuovo presidente del Cile, il più giovane della storia democratica dello Stato latinoaamericano. Già dall'inizio dello scrutinio, infatti, Boric, leader del Frente Amplio e del Partido Comunista, era in testa al ballottaggio. E il suo sfidante, il candidato di estrema destra, Josè Antonio Kast, chiamato anche il 'Bolsonaro cileno', gli ha subito telefonato per ammettere la sconfitta e congratularsi con lui. Lo ha fatto sapere lo stesso Kast sul suo account Twitter: "Ho appena parlato al telefono con Gabriel Boric e mi sono congratulato con lui per il suo grande successo. Da oggi è il Presidente del Cile e merita tutta la nostra stima e collaborazione costruttiva. Il Cile sempre davanti a tutto".

Kast, che in passato ha più volte difeso la dittatura militare, era arrivato in testa al primo turno elettorale del mese scorso, ma non era riuscito a ottenere la maggioranza dei voti. Ciò aveva portato al ballottaggio testa a testa contro Boric, che aveva chiuso a due punti di distanza.

Boric ha quindi vinto quelle che sono state le elezioni più incerte dal ritorno alla democrazia. Per la prima volta dal 1990, inoltre, si sono confrontati due candidati al di fuori dei tradizionali partiti di centrosinistra e centrodestra, con programmi economici e sociali contrapposti.

E così, con Boric, la sinistra torna clamorosamente al potere in Cile, con una vittoria molto ampia, al di là di ogni previsione. Dopo il conservatore Sebastian Pinera, il giovane deputato della sinistra promette la rottura con le politiche del passato e propone di rafforzare il ruolo dello Stato nell'economia, un aumento delle tasse per finanziare la spesa sociale e la fine del sistema pensionistico privato ereditato dalla dittatura.