Cornovaglia, 11 giugno 2021 - È un clima nuovo, sincero, di decisa speranza quello che si respira al G7 sulle coste della Cornovaglia. Boris Johnson scapigliato come sempre fa con grazia gli onori di casa al primo summit post Brexit e post Covid. C’è intesa fra i leader delle 7 grandi potenze economiche mondiali. Da Joe Biden a Mario Draghi tutti vogliono “una crescita dell’Occidente sostenibile per tutti”.Tutti comprendono che solo insieme saranno più forti per contrastare le potenza di Pechino e l’aggressività di Mosca con la riproposta di un nuovo Patto Atlantico e di un asse economico fra Usa e Ue esteso alla difesa cybernetica e alla difesa della stessa democrazia dei sistemi.

“Dobbiamo ricostruire subito in modo sostenibile, verde, trasparente e con maggiore equità” dice Johnson. “La diplomazia è tornata - twitta il presidente Biden - l’America e l’Unione europea sono pronte ad una nuova alleanza su commercio e digitale per contrastare l’ascesa della Cina e promuovere valori democratici”.

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Le affermazioni irritano Pechino e il super ministro degli esteri cinese Jiechi chiama d’urgenza il segretario di stato americano Blinken al vertice accusando gli Usa di provocazione e di un “pseudo multilateralismo sostenuto da piccoli circoli”. La Cina rigetta sdegnata l’ipotesi di una nuova inchiesta dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sull’origine del Covid e l'idea che sia sfuggito dai laboratrori di Wuhan: Jiechi invita gli Usa a non tirare troppo la corda anche con le “povocazioni su Taiwan” e rilancia chiedendo sia agli Usa che a Mosca un’immediata riduzione degli armamenti nucleari a livello globale.

Molti vedono in queste dichiarazioni le premesse per una sfida Usa e Ue alla via della seta cinese. Sarà il G20 di ottobre che si terrà in Italia però a stabilire fino in fondo se questi piani si potranno realizzare o se il rapporto con Pechino in molti paesi europei si caricherà di molte sfumature non sempre conciliabili fra loro. L’offerta però di un miliardo di dosi di vaccini da regalare selettivamente al resto del mondo meno sviluppato è un dono tangibile per la riscrittura dei futuri rapporti geopolitici e per aprire nuovi corridoi in Africa o in Asia fino ad ora rimasti monopolio di Pechino o di Mosca.

La parola d’ordine che uscirà oggi nel documento conclusivo del G7 è “investire sui più deboli e battere la pandemia in una società più verde” e sia Charles Michel, presidente del Consiglio Europeo, che Ursula Von der Leyen che guida la Commissione hanno già anticipato che faranno sponda con gli Usa in un ritrovato accordo di collaborazione.

Con una certa cavalleria il padrone di casa Johnson ha introdotto Mario Draghi al suo debutto al G7 ricordandolo come il salvatore dell’Euro con la famosa frase “faremo tutto quello che serve” e il premier italiano ha esordito dicendo:”È un buon periodo, ci si attende un forte picco di crescita e questo dimostra che le politiche attuate durante la pandemia sono state corrette”.

Ma a conclusione della prima intensa giornata di lavoro con un Biden molto concentrato ad allacciare rapporti per sancire “il ritorno dell’America” e archiviare Trump, la scena è stata completamente dominata dall’arrivo della Regina Elisabetta alla sua prima uscita di Stato dopo la morte del marito. A 95 anni ha sedotto tutti col suo carisma silenzioso offrendo al premier Johnson il prestigio antico che l’Inghilterra sembrava aver abbandonato preferendo l’autonomia della Brexit ad un ruolo di leadership in Europa.