Donald Trump e Justin Trudeau al G7 in Canada (Ansa)
Donald Trump e Justin Trudeau al G7 in Canada (Ansa)

Quebec City (Canada), 10 giugno 2018 - Il G7 canadese termina nel caos, con tanto di insulti e minacce che sembrano destinati a inasprire ulteriormente la guerra commerciale sui dazi. Dopo due spinose giornate, colpo di scena del presidente americano Donald Trump, che prima aderisce al documento conclusivo ma poi posta su Twitter - da bordo dell'Air Force One - un annuncio choc: non firmeremo le decisioni del vertice. Dura la reazione del presidente francese Emmanuel Macron. "La cooperazione internazionale non può essere dettata da pugni di rabbia e dichiarazioni usa e getta", attacca con una dichiarazione citata dalla Bbc. Macron invita "ad essere seri e meritarsi la stima dei nostri popoli. Abbiamo preso degli impegni e dobbiamo mantenerli". Condanna anche da parte della Germania, per voce del ministro degli Esteri Heiko Maas: con un tweet di 280 caratteri, Donald Trump, ha detto il numero uno della diplomazia di Berlino, "ha distrutto la credibilità del G7", per ricostruirla ci vorranno anni.

In serata la cancelliera tedesca Angela Merkel è stata ancora più esplicita: La revoca del sostegno al comunicato congiunto del G7 da parte del presidente Donald Trump, ha detto nel corso di un talk show alla tv pubblica ARD, è stata "deludente e deprimente, ma non siamo alla fine del gruppo dei sette grandi". Per quanto riguarda la dichiarazione del capo del governo italiano, Giuseppe Conte, che ha auspicato la riammissione della Russia nel G8, la cancelliera ha detto alla televisione che "sarebbe stato bello se ci fossimo parlati prima". Angela Merkel ha poi spiegato di intendere questo quando parla di "lealtà e forza dell'Europa" e cioè che "ci si parli tra di noi".

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La marcia indietro degli Usa arriva a sorpresa, dopo le parole fortemente critiche del premier canadese Justin Trudeau alle tariffe imposte dalla Casa Bianca su alluminio e acciaio: "un insulto" per i canadesi, perché motivate dagli Usa con ragioni di sicurezza nazionale. Il tempo di riceverne il resoconto e Trump si dissocia, rilanciando i dazi sulle auto. L'Europa prova a smorzare i toni: "Ci atteniamo al comunicato come approvato da tutti i partecipanti al G7".
Tornando a Trump, il tycoon accusa il primo ministro canadese Justin Trudeau di essere "molto disonesto e debole" e lo scrive mentre è già diretto verso Singapore per lo storico vertice con Kim JonG-un. Le parole del presidente Usa sono arrivate poco dopo che Trudeau aveva annunciato l'accordo da parte delle sette nazioni, ma aveva promesso rappresaglie contro i dazi degli Stati Uniti. A rincarare la dose contro il premier canadese arriva anche la dichiarazione del consigliere economico della Casa Bianca, Larry Kudlow. "Justin Trudeau ha pugnalato gli Stati Uniti alle spalle", dice in un'intervista alla Cnn.

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Trump aveva lasciato il vertice in anticipo in rotta per Singapore e lo storico vertice nucleare con la Corea del Nord ma le parole di Trudeau, nella conferenza stampa finale in Quebec, non gli sono piaciute: "Sulla base delle false dichiarazioni di Justin nella sua conferenza stampa, e il fatto che il Canada mette dazi massicci ai nostri agricoltori, i lavoratori e le aziende americane, ho dato istruzioni ai nostri rappresentanti Usa di non ad approvare il comunicato e stiamo valutando dazi sulle automobili che inondando il mercato degli Stati Uniti", ha tuonato Trump su Twitter.

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E ancora: "Trudeau ha agito in modo mite durante i nostri incontri del G7, solo per dire, in una conferenza stampa dopo la mia partenza, che 'i dazi degli Stati Uniti sono una sorta di insulto' e che lui 'non sarà preso in giro'. Molto disonesto e debole". Dunque a scatenare l'ira di Trump sono state le parole di Trudeau che aveva definito "un insulto" la decisione di Washington di invocare la sicurezza nazionale per giustificare i dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio. "I canadesi sono educati e ragionevoli, ma non saranno presi in giro".

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