Conte e Trump al G7 in Canada (Ansa)
Conte e Trump al G7 in Canada (Ansa)

New York, 9 giugno 2018 - Il sorriso di  Trump che lo ringrazia e gli bisbiglia "vittoria grandiosa", promettendo di vedersi a Washington molto presto. Un debutto col botto, almeno verso la Casa Bianca. Appoggiando la richiesta del presidente Usa di "riammettere la Russia nel G8", il premier Giuseppe Conte ha marcato il suo arrivo al G7 in Canada con una mossa a sorpresa e con un passo a favore del Cremlino rispetto a tutti gli altri leader europei. Se nei fatti non si concretizzerà, perché Conte non ha minacciato il veto sulle sanzioni a Mosca, di fatto il capo del governo giallo-verde ha dato l’impressione di voler aprire un fronte morbido e pragmatico all’interno dell’Ue che non dispiace affatto al presidente Usa e soprattutto allo stesso Putin ansiosi di dividere l’Europa. "Siamo aperti al dialogo – dice Conte – ma questo non significa stravolgere un percorso definito, legato anche all’attuazione degli accordi di Minsk". Una frenatina rispetto alle prime dichiarazioni.

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Anche sui dazi l’Italia non sembra voler creare strappi: "Saremo portatori di una posizione moderata, cercheremo di capire le ragioni che portano ad assumere certe posizioni e ci comporteremo di conseguenza".

Forse se non fosse stato tallonato da Juncker che lo marcava come un terzino nella passeggiatina con Trump verso la foto ufficiale, Conte sarebbe riuscito a catturare molto di più l’attenzione di un distratto presidente Usa desideroso di rompere il pericoloso "isolamento canadese" nel quale si è cacciato con la guerra dei dazi.

Elegante nel baciamano alle signore, sorridente intorno al tavolo tra il premier giapponese Abe e Juncker il premier Conte al suo debutto sulla scena internazionale dice "vediamo e ascoltiamo", in attesa di concordare magari con una telefonata in Italia ai suoi due potenti vice e azionisti di riferimento Di Maio e Salvini , la posizione definitiva.

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È stato un debutto senza gaffe. Quella del professore chiamato da un’aula universitaria a guidare il governo italiano rischia di diventare però una camminata su un sottile asse d’equilibrio con l’Ue. "Sono il portavoce degli interessi degli italiani – dice parafrasando Trump – sono qui a esprimere una posizione forte politicamente perché sono forte di una legittimità politica. Siamo collocati confortevolmente nella Nato: non è in discussione la collocazione internazionale dell’Italia, ma sicuramente siamo per il dialogo e siamo molto attenti a che le sanzioni non impattino sulla società civile russa". Dai bilaterali con Juncker e Tusk i segnali sono benigni. "Non ci sono divergenze tra Italia ed Europa", dice Tusk.

E dalla Merkel arriva anche un plauso sulla Libia: "L’Italia sta facendo un ottimo lavoro. Siete quelli che più hanno il polso della situazione in quel Paese". 

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