Conte e Trump al G7 (Ansa)
Conte e Trump al G7 (Ansa)

Charlevoix, 8 giugno 2018 - La tensione è alle stelle e si annuncia uno scontro Europa-Usa al G7 di Charlevoix in Canada. Soprattutto sui dazi, ma anche su Russia, Iran e clima. Per il Nyt, monta la rabbia dopo la guerra di parole Trump-Macron-Trudeau: "Mai tanta indignazione verso gli Usa". Per coordinarsi su una posizione comune, il presidente francese Macron ha chiesto un prevertice con i leader europei prima dell'inizio del summit. E' saltato invece l'incontro bilaterale tra il capo dell'Eliseo e il tycoon, arrivato in ritardo (e senza Melania). All'esordio nel Gruppo il neo premier Giuseppe Conte, l'unico a salutare con un baciamano la padrona di casa, Sophie Trudeau. Il presidente del Consiglio ha avuto anche un faccia a faccia con i vertici dell'Ue, Tusk e Juncker, e con lo stesso Trump, il quale si sarebbe complimentato per la "grande vittoria elettorale".  "Sei il vincitore", avrebbe detto a Conte, secondo fonti italiane. Mentre lui scrive su Facebook: "Storica alleanza. Nuova amicizia". 

SCONTRO SUI DAZI  - Sul tavolo temi pesantissimi. Trump, che lascerà il vertice in anticipo per preparare il faccia a faccia con il nordcoreano Kim, tira dritto sulla questione dazi, ricordando "l'enorme deficit commerciale Usa con gli altri Paesi del G7". Dura la reazione del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, che attacca. "Quello che mi preoccupa di più è vedere che l'ordine mondiale, basato su regole comuni, si trovi sfidato non dai soliti sospetti ma, sorprendentemente, dal suo principale architetto e garante: gli Stati Uniti". Attendista il governo italiano.  "C'è molta conflittualità - ha detto il premier Conte -. Ci sono state dichiarazioni molto veementi di Trump e degli altri partner europei, siamo qui per valutare le varie posizioni. Come è nelle nostre corde saremo portatori di una posizione moderata, cercheremo di capire anche le ragioni che spingono ad avere queste posizioni e ci comporteremo di conseguenza". 

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RUSSIA - Trump apre il dibattito anche su Mosca: la Russia - estromessa dopo l'annessione della penisola ucraina della Crimea - "dovrebbe tornare al vertice dei Grandi". Una dichiarazione che il premier italiano Conte sottoscrive in un tweet. 

Donald Tusk e il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Junker, sbarrano la strada. Il formato G7 al momento non si tocca, dicono i vertici Ue. "Dobbiamo salvaguardare i principi dell'Unione - rimarca Juncker -, tra i quali il fatto che gli stati europei, come la Russia, debbano rispettare le regole internazionali. Certo, dobbiamo riaprire il dialogo con Mosca, ma in altri modi".

Divergenze tra Italia e Europa? Niente affatto, tranquillizza lo stesso Tusk: "Sono sulla stessa linea sulla Russia". Poco dopo l'Eliseo sottolinea che la posizione europea è "unanime" e "contraria al ritorno della Russia". Resta quel tweet...

Mosca in ogni caso risponde 'no grazie' all'ipotesi di una riammissione. 

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INCONTRO CONTE-TUSK - Prima dell'inizio dei lavori Conte ha avuto un incontro bilaterare con Tusk. Incontro che fonti di Palazzo Chigi definiscono "molto cordiale" e che ha avuto al centro la questione degli accordi di Dublino sui migranti. Conte, riferiscono le fonti, ha spiegato le posizioni del nuovo governo, sottolineando la "centralità e l'interesse dell'Italia" sia sulla questione dei migranti che su altri dossier come le sanzioni alla Russia e la questione dei dazi Usa. Tutti temi, sottolineano le fonti, che erano già aperti ma su cui Conte è "intervenuto in modo molto forte, perché ha una legittimazione politica che vuol far pesare". Tusk ha quindi proposto a Conte di organizzare un nuovo vertice a due prima del Consiglio europeo di fine giugno. "Il faccia a faccia con Conte è andato bene", ha confermato lo stesso Tusk, ribadendo che "l'Italia è cruciale per l'Europa". 

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