La famosa giocatrice bielorussa di pallacanestro, Yelena Leuchanka è stata arrestata ieri all’aeroporto internazionale di Minsk mentre cercava di lasciare la Bielorussia per motivi legati a cure mediche e riabilitative che erano state programmate. Leuchanka poche ore dopo è stata condannata a 15 giorni di detenzione dal tribunale del distretto di Leninsky della capitale con l’accusa di "violazione dell’ordine di organizzare eventi di massa e insubordinazione agli agenti di polizia". La giocatrice, che aveva partecipato due volte ad eventi di massa non autorizzati, è stata individuata in base ad...

La famosa giocatrice bielorussa di pallacanestro, Yelena Leuchanka è stata arrestata ieri all’aeroporto internazionale di Minsk mentre cercava di lasciare la Bielorussia per motivi legati a cure mediche e riabilitative che erano state programmate. Leuchanka poche ore dopo è stata condannata a 15 giorni di detenzione dal tribunale del distretto di Leninsky della capitale con l’accusa di "violazione dell’ordine di organizzare eventi di massa e insubordinazione agli agenti di polizia". La giocatrice, che aveva partecipato due volte ad eventi di massa non autorizzati, è stata individuata in base ad una foto postata su Instagram.

In aula ad assistere all’udienza c’era una trentina di persone, in maggioranza atleti. Leuchanka, 37 anni originaria di Gomel, due partecipazioni alle Olimpiadi (Pechino 2008 e Rio 2016), bronzo europeo nel 2007 in Italia, fa parte dei quasi 600 sportivi bielorussi firmatati della lettera aperta nella quale chiedevano nuove elezioni politiche e la fine della violenza della polizia. "Tutti gli atleti agiranno insieme fino ad un eventuale rifiuto di giocare per la Nazionale", era uno dei passaggi della lettera. Il presidente della Repubblica di Bielorussia, Alexander Lukashenko, dal 1997 è anche il numero uno del Comitato olimpico nazionale. Per il momento il Comitato olimpico internazionale non ha ancora commentato la difficile situazione socio-politica che da quasi due mesi interessa l’ex Repubblica sovietica.

La crisi in atto sta mettendo in dubbio lo svolgimento del Campionato mondiale maschile di hockey previsto dal 21 maggio al 6 giugno del prossimo anno. L’evento iridato è previsto a Minsk e Riga (Lettonia) ma, a seguito delle preoccupazioni del governo lettone con avvertimento di ritirare le garanzie, il presidente della federazione internazionale, René Fasel ha ammesso che "pressioni politiche esterne hanno messo seriamente a rischio lo svolgimento del Campionato in territorio bielorusso".

E nel frattempo l’ex candidata bielorussa alla presidenza Svetlana Tikhanovskaya ha iniziato a formare un governo ombra. Lo riporta il suo canale Telegram.

"Tikhanovskaya ha nominato Garri Pogonyailo, un importante avvocato bielorusso e attivista per i diritti umani, commissario per i diritti umani. L’economista Ales Alekhnovich è stato invece nominato commissario per le riforme economiche", dice il comunicato. Pogonyailo ha lavorato come avvocato in molti casi di diritti umani in Bielorussia, inclusi i casi dei giornalisti Pavel Sheremet e Dmitry Zavadsky. È stato vicepresidente del Comitato bielorusso di Helsinki per più di 20 anni. Alekhnovich è vicepresidente del centro di analisi Case-Belarus, che studia economia e sviluppa riforme economiche per la Bielorussia. "Il regime di Alexander Lukashenko non solo è illegittimo, ma non svolge più i suoi compiti. Non possiamo non fare nulla e guardare il Paese sprofondare nella crisi. Pertanto, per garantire una nuova elezione, continuo il mio lavoro per unire tutte le forze democratiche", ha detto Tikhanovskaya.