Domenica 14 Luglio 2024

Francia, pensioni. Macron in tv: “Ho sentito la rabbia dei francesi. Ma era una riforma necessaria”

Entrerà in vigore in autunno. Il presidente criticato dall’opposizione. Mélenchon: “Scollegato dalla realtà”. Le Pen: “Pratica del potere ottusa”. Concerti con pentole davanti a municipi e prefetture

Davanti numerosi municipi e prefetture francesi concerti di pentole improvvisati,

Davanti numerosi municipi e prefetture francesi concerti di pentole improvvisati,

Parigi, 17 aprile 2023 - Il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato in tv alla nazione, in questo delicato momento di proteste contro la sua riforma delle pensioni. "La riforma era necessaria, ma è una riforma accettata? Chiaramente non lo è. Nonostante mesi di concertazione, non si è potuto trovare un consenso. E me ne rammarico, dobbiamo trarne tutti gli insegnamenti". Mentre il numero uno dell'Eliseo mentre parlava in tv, davanti a numerosi municipi e prefetture francesi si tenevano concerti di pentole improvvisati.

"Ho sentito la rabbia dei francesi"

Macron non è rimasto indifferente alla protesta, ma non la cambierà: "Ho sentito la rabbia dei francesi. Ho sentito nelle manifestazioni un'opposizione alla riforma ma anche una volontà di ritrovare senso nel proprio lavoro, di migliorarne le condizioni, di avere carriere che permettano di progredire nella vita".

“Ecco i veri motivi della protesta”

Secondo i veri motivi della "rabbia" dei manifestanti vanno cercati in "un lavoro che, per troppi francesi, non consente più di vivere bene, di fronte a prezzi che aumentano, del pieno di benzina, della spesa, della mensa...rabbia perché alcuni hanno la sensazione di fare la propria parte, ma senza venire ricompensati per i loro sforzi, né in aiuti pubblici né in servizi pubblici efficaci". E ha aggiunto: "È tutta questa rabbia che moltissimi francesi hanno espresso manifestando, e - nell'immensa maggioranza - nella calma e nel rispetto delle istituzioni. Nessuno, e soprattutto non io, può rimanere sordo di fronte a questa rivendicazione di giustizia sociale e di rinnovamento della nostra vita democratica".

Avanti con la riforma. Dopo: lavoro, giustizia e progresso

Ciò nonostante va avanti con l'aumento dell'età pensionabile da 62 ani a 64, e ha annunciato che dopo l'approvazione della riforma delle pensioni, ci sarà "l'apertura di tre cantieri": lavoro, giustizia e progresso. "Il 14 luglio prossimo faremo un primo bilancio" dell'azione del governo, ha spiegato il numero uno dell'Eliseo. "Abbiamo quindi davanti a noi 100 giorni di distensione, di unità, di ambizione e d'azione al servizio della Francia".

Pioggia di critiche: "Macron scollegato dalla realtà"

Il discorso di Macron è stato criticato da destra e sinistra. Il leader della France Insoumise (LFI), Jean-Luc Mélenchon, in un tweet ha duramente criticato il discorso del presidente: "Macron è completamente fuori dalla realtà. Si è addossato il furto di due anni di libertà". La leader dei Verdi Marine Tondelier (Europe Ecologie-Les Verts, Eelv) ha twittato: "Che provocazione! Nuova fanfaronata di Emmanuel Macron, mentre il paese non è mai stato tanto diviso". "Una legge promulgata in piena notte, come ladri. Ladri di vita. Il primo maggio, tutti in piazza", è stata la critica arrivata da Fabien Roussel, segretario del Partito comunista francese. Per Olivier Faure, segretario dei socialisti si tratta "di disprezzo, oltre che di provocazione" nei confronti del movimento che si oppone alla riforma. "Ci dice qualcosa della sua febbrilità. Questo presidente pensa di essere Giove e di non dover rendere conto a nessuno. Procede solo", e il Ps ha invitato tutti in francesi a scendere in piazza il primo maggio tramite il portavoce, Pierre Jouvet: "Macron 20h. Niente. Ci vediamo il 1 maggio!". Critiche piovute anche dal'estrema destra con Marine Le Pen che ha definito il discorso di Macron una "pratica del potere scollegata, solitaria e ottusa". Secondo la leader di Rassemblement National, ex Front National, il discorso di Macron annuncia "la continuazione di un quinquennio di disprezzo, indifferenza e brutalità". Il numro uno di Renaissance, noto fino al settembre 2022 come La République En Marche, "annunciando il ritiro della riforma delle pensioni o del referendum, avrebbe potuto ristabilire il legame con i francesi questa sera. Ha scelto ancora una volta di voltare loro le spalle e di ignorare le loro sofferenze".