Parigi, 17 novembre 2018 - Francia sotto scacco dei 'gilet gialli'. La rivolta contro il caro carburanti paralizza il Paese, con circa duemila blocchi stradali e 120mila persone che hanno aderito alla mobilitazione. Il bilancio degli incidenti è come un bollettino di guerra: un morto e almeno 106 feriti, di cui 5 gravi. I fermati sono 52, per 32 di loro il provvedimento è stato confermato:  questa sera resteranno in stato di detenzione.

ASSALTO ALL'ELISEO - Nel pomeriggio, diverse centinaia di manifestanti hanno invaso gli Champs Elysées. Alcuni gruppi hanno persino tentato di raggiungere il vicino Eliseo, per portare la contestazione sotto le finestre del presidente Emmanuel Macron. Solo l'intervento della polizia lo ha impedito, con gli agenti che hanno utilizzato gas lacrimogeni per sedare la protesta. Sui Campi Elisi, invasi dai manifestanti, è rimasta libera una sola corsia per polizia e ambulanze. 

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DONNA MORTA IN SAVOIA - Il ministro dell'Interno transalpino Christophe Castaner in mattinata riferisce che un'auto ha "investito e ucciso" una manifestante. E' successo a Pont-de-Beauvoisin nell'Isère, in Savoia. La conducente della vettura è una madre che stava portando la figlia in ospedale: è stata intercettata dagli attivisti che l'hanno circondata battendo forte sulla vettura. Il blocco stradale, in quel punto, non era stato autorizzato dalle autorità. La donna, in preda al panico, ha accelerato e investito una manifestante. Ora si trova in stato di fermo, ancora sotto choc per l'accaduto.

I FERITI - La tensione nel Paese è palpabile. Oltre alla vittima in Savoia, si registrano diversi feriti. Il numero cresce di ora in ora: altri incidenti sono avvenuti nel nord: ad Arras (regione di Pas-de-Calais) un pedone investito è "in urgenza assoluta". Nella zona anche 16 feriti lievi. Sulla tangenziale di Besancon, nell'est, un automobilista esasperato dal blocco stradale ha fatto inversione di marcia, provocando un incidente con due feriti.

Scontri in Alta Savoia, a Passy, dove le forze dell'ordine hanno lanciato gas lacrimogeni per disperdere un gruppo che bloccava l'accesso al viadotto di Egratz.  "Tra 80 e 100 veicoli si erano riuniti dalle 8 di mattina e hanno cominciato il blocco poco dopo le 8.30", ha riferito la prefettura.

LA PROTESTA - I 'gilet gialli', così chiamati dal colore del giubbotto indossato, sono un movimento orizzontale, senza oggetto sociale. La protesta è nata sul web e si è diffusa sui social network. Una mobilitazione senza precedenti, non organizzata. I manifestanti hanno annunciato ieri il blocco delle strade in tutta la Francia. E sono passati dalle parole ai fatti: oggi diverse autostrade sono deserte. Il ministero dell'Interno riferisce che gli attivisti in azione sono stati 124mila, dai 50mila di partenza stamane. E i blocchi, definiti come "punti di tensione", sono passati da mille a oltre duemila. La partecipazione alla protesta ha superato le aspettative, ma potrebbe non essere finita qui: il movimento, dopo oggi, rischia di aumentare ulteriormente. Una mobilitazione durissima che prende di mira il caro carburanti, ma si traduce in un attacco diretto al presidente Emmanuel Macron. Il governo ha infatti deciso di aumentare le accise su benzina e diesel per diminuire drasticamente le emissioni di CO2. Il costo del gasolio, per fare un esempio, solo quest'anno è salito del 23%. 

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