Martedì 23 Luglio 2024
MARTA OTTAVIANI
Esteri

Dodicenne stuprata perché ebrea. Lo storico: “Odio radicato nella società”

Il professor Darnis: "Fenomeno in crescita da dieci anni, gli immigrati hanno sposato la causa palestinese"

Roma, 20 giugno 2024 – Un richiamo alla prudenza e a non ingigantire o decontestualizzare un fenomeno aberrante come l’antisemitismo. L’avversione alle persone di fede ebraica, purtroppo, è ben radicata nella società francese da diverso tempo e sta vivendo una recrudescenza da almeno un decennio. Jean Pierre Darnis, professore di Storia Contemporanea all’Università della Costa Azzurra di Nizza e alla Luiss spiega perché gli episodi di antisemitismo – come lo stupro di gruppo di una ragazzina ebrea di 12 anni, picchiata e insulta per la sua religione – non dovrebbero avere effetti sulla comunità ebraica francese e sul voto dei prossimi 30 giugno e 7 luglio.

Il presidente francese Emmanuelle Macron e la leader politica della destra Marine Le Pen (Rassemblement National)
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Professor Darnis, la Procura di Naterre indaga su un nuovo crimine matrice antisemita: una ragazza ebrea di dodici anni aggredita e violentata da un branco in nome della sua religione. Che cosa sta succedendo in Francia? Come mai dal 7 ottobre gli episodi di antisemitismo sono aumentati?

"Credo si debba utilizzare un po’ di prudenza. Purtroppo, l’antisemitismo o atti che possono avere un carattere antisemita sono una costante della storia. Ovviamente, si tratta di un fatto odioso e triste. Però diciamo che questa recrudescenza ha segnato gli ultimi dieci anni di storia della Francia. Parliamo dunque di un ciclo abbastanza lungo".

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Quali sono le cause?

"Le problematiche sono abbastanza conosciute. Esiste un antisemitismo radicato nella storia europea, di stampo nazionale. In passato abbiamo avuto a che fare anche con un antisemitismo cristiano in nome di una interpretazione divergente della storia, anche religiosa. Pensiamo solo alla famosa condanna per spionaggio del capitano Dreyfus. Successivamente, in Francia si sono affermate forme di antisemitismo di un’altra matrice, che richiamano la proiezione in Francia di una rivalità fra Israele e i Paesi arabi o Israele e la Palestina. Esiste in Francia un’identificazione con la causa palestinese da parte di alcune fasce di popolazione di origine immigrata, il che poi fornisce un ulteriore motivo di violenza agli individui che commettono atti di terrorismo nel Paese, anche in modo isolato. Si tratta chiaramente di un problema molto attuale ma non credo ci sia stata una recrudescenza in termini numerici esatti. Non dimentichiamo poi che, a fronte di questo fenomeno increscioso, le persone di confessione israelita risultano estremamente integrate a tutti i livelli della società. Basti pensare che il trasferimento in Israele è diminuito. A causa dei problemi nello Stato ebraico, adesso il trend si è invertito e gli ebrei francesi stanno tornando. Sono comunque episodi inquietanti".

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Che impatto avranno sul voto del 30 giugno e del 7 luglio?

"Onestamente non credo ci saranno ripercussioni di rilievo, almeno non per questo motivo. Giornalisti e universitari stanno spiegando la situazione senza soffiare sul fuoco, tenendo presenti tutti gli elementi che ho esposto poco sopra. Inoltre, la comunità ebraica è stata vittima di atti ancora più aberranti e atroci. Questo è un crimine molto grave, ma dato il contesto credo sarebbe molto scorretto enfatizzarlo, proprio per non creare effetti distorti che possono tradursi in sce lte elettorali".