Esteri

Il suo nome d’arte o di battaglia era ‘Stormy Daniels’. In realtà si chiama Stephanie Clifford ed è un’ex attraente pornostar che l’avvocato di Donald Trump, Michael Cohen, pagò nell’ottobre del 2016 130.000 dollari per comprare il suo silenzio sull’incontro sessuale che sarebbe avvenuto nel 2006 quando cioè Trump era già sposato da un anno con Melania. La ‘bomba del sesso’ che riaffiora adesso nel pieno della polemica sulle frasi razziste del presidente, viene riportata dal Wall Street Journal ma l’avvocato Cohen nega: "È la seconda volta – dice – che questa storia riciclata riaffiora e noi l’abbiamo sempre smentita con forza". La transazione, però, è una novità e adesso appare anche il nome della banca, la National City Bank in Los Angeles dove l’avvocato Davidson avrebbe ricevuto la somma a favore della Clifford.

Aggiornamento: La Clifford a Slate: "Tra me e Donald relazione di un anno"
Trump, spunta un'altra pornostar. "Il tycoon pagò anche il silenzio di Jessica Drake"

L’ex pornostar, 38 anni già nel 2016 era sul punto di andare a raccontare il suo incontro alla Abc in uno dei più seguiti programmi del mattino, ma venne fermata. La pornodiva, con all’attivo oltre 150 film, aveva incontrato Trump a un torneo golfistico all’Edgewood Tahoe gold course in Nevada e lì sarebbe avvenuto il loro incontro sessuale tacitato dieci anni con il pagamento di 130.000 dollari. Durante la campagna elettorale spuntarono anche diversi nastri della Nbc, nei quali Trump ammetteva apertamente di provare molto piacere nel prendere le donne senza preavviso e senza consenso nelle parti intime sostenendo di poterlo fare perché lui era "potente e famoso".
Molte delle denunce affiorate anche durante i dibattiti elettorali vennero rigettate dal team dell’allora candidato presidente. I suoi elettori non diedero troppo peso alle accuse, soprattutto dopo che Melania lo perdonò pubblicamente dicendo che le sue affermazioni erano "chiacchiere da spogliatoio".

Ora, invece, un robusto assegno di 130.000 dollari diventa molto più difficile da giustificare. Con la tolleranza zero che circola in America dopo il caso Weinstein e la nascita di MeToo – anche se ‘Stormy Daniels’ non si sognerebbe mai di accusare il presidente di molestie – l’eventuale conferma di quell’incontro potrebbe fare davvero molto male a Trump ora che è presidente degli Stati Uniti.

di GIAMPAOLO PIOLI, inviato a New York

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