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1 apr 2022

Ucraina, dalla top gun al Generalissimo: ecco i foreign fighters italiani al fronte

Dopo la morte di Edy Ongaro sono una ventina: divisi tra Mosca e Kiev, tra centri sociali ed estrema destra.
Il ricercatore dell’Ispi: per la maggior parte uomini, provengono da contesti socio-economici bassi

1 apr 2022
luca bolognini
Esteri

Sono meno di una ventina. Gli italiani che attualmente combattono in Ucraina sono equamente divisi sui due fronti. Ma dal 2014, secondo una stima di Francesco Marone, ricercatore dell’Ispi, sarebbero circa 50-60 i nostri connazionali che hanno imbracciato il fucile per Kiev o Mosca. Sono per la maggior parte di estrema destra: dal 50 all’80%. Alcuni sono stati spinti ad arruolarsi per guadagnare qualche soldo (non molti in verità). Altri, invece, lo hanno fatto per ideali politici. Sono quasi tutti maschi, provenienti da contesti socio-economici di medio o basso livello e senza familiari al seguito.

Tutte le spi(n)e nel fianco di Zelensky

Un soldato ucraino di fiano a un tank russo (Ansa)
Un soldato ucraino di fiano a un tank russo (Ansa)

La pilota

Giulia Jasmine Schiff, pilota veneziana espulsa dall’Aeronautica, è sicuramente il volto più noto di questo piccolo manipolo. La 23enne ha deciso di appoggiare la resistenza ucraina ed è l’unica donna a far parte della Legione internazionale creata dal presidente Volodymyr Zelensky pochi giorni dopo l’inizio dell’invasione russa. Ex allieva dell’Accademia di Pozzuoli, Schiff aveva denunciato più volte di essere stata vittima di mobbing e nonnismo. Alcuni sottufficiali dell’Aeronautica stanno affrontando un processo per lesioni pluriaggravate in concorso e ingiuria. La pilota ha sempre sostenuto che sia stato per quella denuncia penale che scattò l’espulsione dall’Aeronautica, ufficialmente motivata da "inattitudine militare e professionale". Sul suo profilo Instagram, quando riesce, pubblica aggiornamenti sulla situazione in Ucraina. Alle Iene ha raccontato anche di essere stata in missione: "L’artiglieria russa ha iniziato a bombardarci e abbiamo dovuto lasciare i mezzi. Poi abbiamo dovuto attraversare la linea di fuoco a piedi".

L'ultrà

I filorussi, invece, possono contare sul ‘Generalissimo’. Andrea Palmeri, 42 anni, prima di raggiungere nel 2014 il Donbass è stato leader dei Bulldog, il gruppo ultras che a Lucca, una delle curve più nere d’Italia, la fa da padrone. Ora vive stabilmente a Luhansk. Accusato di violenze e intimidazioni, è stato condannato più volte. Il Generalissimo, così viene soprannominato, non ha mai esitato a prendere posizioni radicali, senza però ostentare esplicitamente atteggiamenti neofascisti. Ha a sempre negato di essere un mercenario e un addestratore, rivendicando di essere un volontario impegnato a fianco dei russi per aiutare i civili. "La guerra, oltre ai poveri cristi, la subiranno gli europei che – ha detto in uno dei suoi ultimi interventi - hanno rinunciato ad avere voce in capitolo, essendo asserviti ai padroni americani".

Stan e il reporter

Francesco Saverio Fontana, nome di battaglia ‘Stan’ e legato a CasaPound, prima di tornare in Italia, ha invece fatto parte del famigerato Battaglione Azov, formazione paramilitare con radici neonaziste. Vittorio Nicola Rangeloni, invece, è attualmente attivo sul fronte dalla parte dei russi. Non è un militare, nonostante le numerose foto in mimetica, ma sul suo profilo Facebook racconta la guerra da punto di vista della Federazione. Anche il 46enne Edy Ongaro, nome di battaglia Bozambo, aveva scelto di schierarsi con Putin. L’ex membro del Collettivo Stella Rossa Nordest ha perso la vita mercoledì dopo essere stato colpito da una bomba a mano ucraina.

Il contractor

Antonio Cataldo, 38enne ex operaio di Nola, era stato catturato in Libia nell’estate 2011 dalle forze di sicurezza di Gheddafi. Liberato dai miliziani, nel febbraio del 2015 ha raggiunto il Donbass per unirsi ai filorussi. Il contractor, molto probabilmente, lo ha fatto esclusivamente per motivi economici. Anche Giuseppe Donini, 52enne originario di Casola Valsenio, in provincia di Ravenna, potrebbe essere al fronte. Nel 2016 era partito per il Donbass per prendere le parti dell’Ucraina e non è escluso che si trovi ancora lì.

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