Sparatoria in una scuola di Parkland, le immagini tv (Ansa / Fox News)

Miami, 14 febbraio 2018 - Un'altra sparatoria in una scuola degli Stati Uniti. Stavolta è successo in Florida ed è una strage. Un ex studente ha aperto il fuoco nella Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland: ci sono almeno 17 morti, ha fatto sapere lo sceriffo della contea di Broward. Peggio del massacro della Columbine High School nel 1999, di cui parla il noto documentario di Michael Moore, Bowling a Columbine. Scott Israel ha precisato che 12 dei 17 morti sono stati uccisi all'interno del liceo. Due vittime sono state freddate all'esterno dell'edificio, una sulla strada e due hanno perso la vita in ospedale. Ci sono poi alcuni feriti gravi che sono stati sottoposti ad interventi chirurgici. 

Professori e alunni superstiti, che si erano barricati nelle stanze della struttura diventate bunker, sono stati fatti evacuare dalle dalle forze speciali mentre il killer era ancora all'interno dell'istituto: nelle immagini che circolano via web si vedono i ragazzi uscire con le mani alzate in segno di resa, mentre le amulanze accorrono sul posto. 

IL KILLER - A sparare è stato un giovane, armato di un fucile e con il volto coperto da una maschera a gas, ex alunno del liceo, che per alcuni minuti ha fatto la spola dentro e fuori la scuola prima di essere fermato a circa un miglio di distanza mentre si dava alla fuga (qui sotto il video dell'arresto). Si tratterebbe di Nicholas Cruz, 18enne con problemi. Era già stato identificato in passato come una potenziale minaccia per gli studenti: lo scrive il Miami Herald, citando Jim Gard, un'insegnante. "L'anno scorso ci avevano detto che non sarebbe potuto entrare a scuola se avesse avuto con sé uno zaino", ha spiegato il professore. "C'erano sono stati dei problemi, aveva minacciato degli studenti l'anno scorso e mi sembra che gli fosse stato ordinato di lasciare il campus". Si fa quindi largo l'ipotesi della vendetta come movente della mattanza. 

EMERGENZA ARMI - Risulta che Cruz abbia contatti tramite i social media con diversi gruppi legati alle armi: non solo, avrebbe partecipato a diverse chatroom su YouTube sulla produzione di bombe. Sono almeno 19 le scuole americane in cui dall'inizio dell'anno si è verificata una sparatoria (dati Everytown For Gun Safety): l'episodio di oggi riapre con forza la questione legata all'uso delle armi da fuoco negli Stati Uniti. 

Il presidente americano Donald Trump ha commentato su Twitter, inviando le sue "preghiere e condoglianze per le famiglie delle vittime della sparatoria. Nessun bambino, insegnante e chiunque altro dovrebbe sentirsi insicuro in una scuola americana".