Scalatori verso la cima dell'Everest
Scalatori verso la cima dell'Everest

Roma, 24 maggio 2019 - La vetta dell'Everest è sempre più affollata. E la conta dei morti sulla montagna più alta del mondo sale drammaticamente. Sono sette le vittime registrate nelle ultime settimane, riferiscono gli organizzatori delle spedizioni. Sedici in questa primavera, se si considerano tutti gli 'ottomila' della catena montuosa tra Nepal e Cina. E sono proprio le spedizioni che, con l'avvento della bella stagione, hanno preso d'assalto l'Everest. Con ingorghi e code, scenario inusuale per la vetta dell'Himalaya. Le conseguenze si leggono nel bilancio delle vittime che sembra più un bollettino di guerra. Ieri si è avuta notizia della morte dell'americano Donald Lynn Cash. Oggi si apprende del decesso di altre due persone, un indiano di 55 e uno di 27 anni. 

Turista ucciso da malore sull'Everest - di Riccardo Jannello

Il "Dio del cielo" ha fatto un'altra vittima: stavolta sull’Everest, che i nepalesi chiamano appunto Sagaramatha, è morto un turista americano, Donald Lynn Cash, 55 anni, uno dei tanti "scalatori della domenica" che si fanno portare dagli sherpa di agenzie del luogo in vetta attraverso la parete Sud in quella che è diventata ormai un’autostrada; come in tutte le strade si verificano ingorghi e ritardi per il troppo "traffico" che coinvolge ogni giorno in cui l’ascesa è possibile decine e decine di persone e i loro accompagnatori. Cash stava scattando foto in vetta, a quota 8.848, quando ha avuto un malore. I due sherpa della Pioner Adventure che lo accompagnavano l’hanno soccorso e hanno cercato di trasportarlo al Campo 4, ma all’altezza del "Gradino Hillary", un dente della parete sud ovest a 8790 metri di altezza, l’uomo è morto.

Ieri era l’ultimo giorno della finestra temporale favorevole alla scalata e già cinquanta turisti erano giunti in vetta. Chi non ci riusciva in giornata doveva rientrare al Campo e attendere sabato o domenica per nuove condizioni meteo favorevoli. "Ieri è stata una giornata piena – spiega Gyanendra Shrestha, ufficiale che dirige il campo base –; i permessi rilasciati per questa finestra primaverile sono stati 381, se contiamo gli sherpa arriviamo a 750 scalatori in vetta in pochi giorni. Ogni autorizzazione costa 11mila dollari, bisogna poi considerare quelle rilasciate per la parete nord dal Tibet, che sono 140. Lo scorso anno c’è stato il record di 807 persone che hanno raggiunto la vetta lungo le due strade".

Le pareti dell’Everest hanno fatto nella storia oltre 300 vittime, duecento corpi sono ancora accolti nel cimitero di ghiaccio. La via lungo la quale è salito Cash è quella dalla Cima Sud che fu seguita il 29 maggio 1953 dal neozelandese Edmund Hillary e dallo sherpa nepalese Tenzing Norgay.

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