19 feb 2022

Un pezzo d'Ucraina è già in fiamme, esplosioni e accuse incrociate

Gli Usa e l’Europa: Putin continua a cercare pretesti per l’attacco. Lo zar fa evacuare i civili e lancia le esercitazioni

giampaolo pioli
Esteri
An Ukrainian soldier stands guard near debris after the reported shelling of a kindergarten in the settlement of Stanytsia Luhanska, Ukraine, on February 17, 2022. - U.S. Defence Secretary Lloyd Austin warned on February 17, 2022, of a provocation by Moscow to justify military intervention in Ukraine after "disturbing" reports of mutual accusations of bombing between the Ukrainian military and pro-Russian separatists. (Photo by Aris Messinis / AFP)
Soldato ucraino accanto all'asilo bombardato (Ansa)

Mosca, .19 febbraio 2022 - Putin si fa cupo. I bombardamenti proseguono in Donbass e il capo del Cremlino dice che "la situazione si sta deteriorando". Per l’America l’attacco della Russia rimane imminente, oggi o domani quando si saranno concluse le Olimpiadi a Pechino, per non infastidire il presidente cinese Xi che al Consiglio di sicurezza Onu ha dato man forte ai russi. Così ieri il presidente degli Usa Joe Biden: "Sono convinto che Vladimir Putin abbia preso la decisione di attaccare l’Ucraina, mettendo nel mirino anche Kiev. Abbiamo ragione di crederlo". La situazione è davvero esplosiva: oltre al bombardamento di un asilo, ieri è saltata in aria un’autobomba davanti agli uffici del governo di Donetsk. "Una messa in scena", accusa Kiev di concerto con Washington. In altri termini, una ‘false flag operation’, un’operazione condotta in modo da far ricadere la responsabilità su altri, progettata per alimentare le tensioni nell’area. Donbass: ecco cosa sta succedendo. "Neonazi, separatisti e mercenari" A ciò si aggiunge una mossa tanto plateale quanto cinica di Putin che ha offerto a tutti i cittadini filorussi pronti a lasciare l’Ucraina 10.000 rubli ciascuno per le prime necessità che però equivalgono solo a 140 dollari. C’è chi vede in questa manovra l’intenzione di liberare intere aeree ad Est del paese per fare spazio agli obici dell’artiglieria russa e all’avanzata dei carri armati ammassati al confine. Oggi terminano anche le annunciate grandi esercitazioni militari fra russi e bielorussi e il presidente Lukashenko è volato a Mosca per partecipare al gran finale del ’war game’ con Putin. Il ministro della difesa del Cremlino esalta le operazioni militari sostenendo che saranno coinvolti i mezzi aerospaziali più avanzati, missili e le unità della marina, mentre l’ambasciatore americano presso l’Osce Michael Carpenter conferma che adesso sui confini russi e bielorussi invece di ritirarsi ...

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