Leverkusen (Germania), 28 luglio 2021 - Non ci sono più speranze per i cinque dispersi dopo l'enorme esplosione avvenuta alle 9.42 del 27 luglio nel parco chimico Chempark di Leverkusen, vicino al fiume Reno nell'Ovest della Germania. Il bilancio dell'incidente ieri indicava due vittime accertate, 31 feriti di cui uno molto grave, e cinque lavoratori di cui non si è avuto più notizia. "Dobbiamo purtroppo dare per scontato che i cinque dispersi non siano vivi", ha detto stamattina Frank Hyldmar, amminsitratore delegato di Currenta, l'azienda proprietaria del Chempark, nel corso di una conferenza stampa di aggiornamento. Le due persone già trovate morte sono un collaboratore e un dipendente di una ditta esterna mentre tra i cinque dispersi ci sono quattro dipendenti e un lavoratore di una ditta esterna.

Intanto, secondo i primi rilievi sulle sostanze rilasciate nell'aria dall'esplosione, è stata riscontarta la presenza di "elementi composti di diossina, Pcb (policlorobifenili) e furano" diffusi attraverso la nube di fumo nell'atmosfera delle zone residenziali circostanti. Lo afferma un portavoce dell'Ufficio statale per l'ambiente del Nord-Reno Vestfalia, secondo il quale anche i solventi clorurati immagazzinati nei serbatoi in cui si è sviluppato l'incendio scatenato dall'esplosione probabilmente sono presenti nell'area.

Ancora non sono chiarite le cause dellì'esplosione nel parco chimico che raggruppa gli stabilimenti di oltre 70 aziende, tra cui la sede centrale del colosso farmaceutico Bayer. "Si è trattato di una  esplosione molto forte, che ha portato a danni ingentissimi", ha detto un portavoce del Chempark. Per spegnere l'incendio sono state utilizzate anche delle sostanze schiumose, per cui non è ancora possibile avere una visuale completa di tutta l'area, il che a sua volta complica ulteriormente la ricerca dei dispersi. La detonazione di ieri mattina si è sentita ad oltre 10 chilometri di distanza, mentre la sua vibrazione è stata registrata dalle stazioni geologiche finanche nel raggio di 40 chilometri.

L'esplosione, e la conseguente nuvola di fumo, sono avvenute nell'area dove vengono raccolti serbatoi di solventi in un centro di smaltimento poco al di fuori dell'area del Chempark gestita dall'azienda Currenta. Al centro chimico di Leverkusen, dove secondo la radio Wdr lavorano tra i 25.000 e i 48.000 dipendenti, Bayer Ag e diverse università ricercano principi attivi per farmaci, gruppi chimici come Lanxess, Evonik o Covestro producono oltre 5mila prodotti chimici, dall'acetone alla soda caustica all'acido solforico. Sono ancora in corso gli accertamenti per appurare quanto la nuvola sprigionata dall'esplosione contenesse tossine e sostanze nocive all'ambiente e alla salute delle persone.

Intanto è stata rinnovata ancora per alcuni giorni, fino almeno al fine settimana, la raccomandazione formulata alla cittadinanza ieri dal comune di Leverkusen di rimanere al chiuso delle proprie case, chiudendo porte e finestre, evitare di mangiare frutta e verdura degli orti nonché di utilizzare attrezzature da giardino o giocattoli che sono rimasti all'aperto. Il comune attende infatti i risultati definitivi delle analisi in corso da parte dell'Agenzia statale per l'ambiente (Landesumweltamt) sui tipi di sostanze e tossine presenti nell'area. Secondo la stampa locale i risultati definitivi dovrebbe arrivare appunto verso il fine settimana.

I vigili del fuoco di Leverkusen, nel frattempo, hanno escluso "qualsiasi rischio per la salute" legato al cattivo odore che si è diffuso in alcune parti della città dopo l'esplosione. La polizia non è ancora entrata nel luogo dell'esplosione per potere indagare a fondo le cause della detonazione che ha investito tre container perché sono ancora in corso i lavori di rimozione dei detriti e lo spegnimento delle fiamme.